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Incendi in Sardegna 2022: un primo bilancio dopo il disastroso 2021

A un anno dalle terribili immagini del Montiferru (e non solo), la Sardegna affronta nuovi roghi stagionali. Il 2021 è alle spalle?

incendi montiferru sardegna

Tra fine luglio e inizio agosto 2021 la Sardegna si trovava avvolta nel fuoco: temperature da record, spinte verso l’alto dall’aria calda del Sahara, che soffocavano la popolazione ma soprattutto ardevano migliaia di ettari in giro per l’isola, in particolare nel Montiferru.

Per quanto la situazione climatica sia stata eccezionale, con diffuse temperature minime sopra i 25° celsius, quel disastro è stato figlio più che altro della scarsa prevenzione.

Vediamo come stanno andando le cose a un anno di distanza, in un’estate marcatamente calda e siccitosa.

2021: e i nodi vennero al pettine

Per chi vive il territorio, come gli abitanti di Cuglieri, purtroppo la tragedia del 2021 era annunciata: già a giugno, poco meno di due mesi prima del fatto, il sindaco Panichi, l’assessore all’ambiente Agos, il comandante della Stazione Forestale e il comandante della caserma dei Vigili del Fuoco del paese avevano scritto una lettera allarmante alla regione, chiedendo interventi di manutenzione dei boschi per evitare una probabile catastrofe.

Gli interventi necessari erano chiari: sfoltimento della vegetazione, miglioramento delle linee tagliafuoco, pulizia delle strade sterrate. Ma l’appello non venne adeguatamente considerato.

I dati della Regione Sardegna

L’ondata di caldo record a cavallo tra luglio e agosto 2021 è stata l’occasione perfetta per i piromani: temperature alte per giorni, vento caldo di scirocco a spazzare la terra sarda, e prima di tutto tantissimi ettari di territorio selvaggio.

Il bilancio ufficiale è stato pubblicato dalla Regione Sardegna a giugno 2022: quasi 28.000 ettari bruciati, a fronte di una media di 17.000; picchi che non si registravano dal 2009. In particolare, nel Montiferru sono stati arsi 13.000 ettari, di cui circa 4.000 di superficie boscata. Gli altri episodi notevoli sono avvenuti a Sindia (1.400 ettari), Usellus (1.500 ettari) e Borore (1000 ettari).

Nel Montiferru i danni hanno coinvolto gli storici oliveti di Cuglieri, impiantati dagli spagnoli nei loro secoli di dominazione e principale attività economica del territorio: si stima che per la ripresa occorreranno 10/15 anni. Simbolica l’immagine dell’oleastro “Sa Tanca Manna”, un tempo rigogliosa pianta millenaria, distrutta dalla furia delle fiamme ma ora in lenta rinascita.

Solidarietà e ristori: la ripartenza dalle ceneri

Già nel pieno dell’emergenza, la macchina della solidarietà si era messa in moto per soccorrere le persone colpite. La Coldiretti si mosse in gran numero per rifornire gli allevatori colpiti del mangime necessario al sostentamento degli animali nei mesi successivi.

Inoltre, da Francia e Grecia giunsero quattro canadair nell’ambito del progetto europeo di Protezione Civile RescEu, che aiutarono i velivoli già presenti a domare le fiamme sospinte dal vento di scirocco.

L’evento attirò anche l’attenzione del campione del mondo di Formula 1 Nico Rosberg, che in occasione della tappa sarda dell’Extreme E (campionato mondiale fuori strada tra macchine elettriche) visitò i luoghi appena colpiti nel Montiferru e firmò un simbolico assegno per aiutare la popolazione. Il campione, tornato nuovamente al seguito della competizione, quest’anno ha inoltre donato 5.000 alberi da piantare in autunno.

A livello regionale, a fine dicembre 2021 sono stati stanziati 18.8 milioni di euro, ripartiti tra i comuni colpiti in base all’entità dei danni subìti (Cuglieri in testa, con 3.326.000 di euro). Tuttavia, a fine giugno 2022 l’associazione indipendentista Corona de Logu ha denunciato come quesi soldi, a causa della burocrazia e delle scelte della Regione Sardegna, non siano ancora arrivati a sostenere i comuni e le imprese colpite.

2022: il peggio è alle spalle?

Il rogo di Setzu (www.sangavinomonreale.net)

Per quanto i disastri del 2021 ebbero inizio sul finire di luglio, quest’anno sembra che la follia piromane si sia placata: nonostante la siccità e un’estate caldissima, al momento non si sono registrati roghi equiparabili a quelli dell’anno passato. È di questi giorni la notizia del rogo presso Setzu, nell’area della giara di Gesturi: le fiamme sono state presto contenute.

Altri piccoli roghi hanno impegnato aerei e mezzi a terra in varie aree dell’isola, senza mai raggiungere dimensioni eccessive.

Dita incrociate per i prossimi due mesi

Ci stiamo ormai abituando a estati che si prolungano nella seconda metà di settembre, e il clou della stagione calda è alle porte: i prossimi due mesi ci diranno molto su quanto sia stato fatto o meno per evitare che si ripetano catastrofi naturali ed economiche come quelle del 2021.

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