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Italiani male al Tour ma bene in giro per il mondo


VISEGRAD- Se l’avventura del ciclismo italiano al Tour si è conclusa in maniera negativa (nessuna vittoria di tappa, nessun italiano nei primi dieci in classifica), molto meglio è andata invece nel giorno di chiusura del Giro di Francia per il movimento nazionale nelle altre gare disputatesi nel mondo. In Ungheria a Visegrad Silvia Zanardi (BePink) si è aggiudicata la classica della Pannonia, la Ladies Series di Visegrad. Successo italiano anche al Gran Premio di Kranj in Slovenia dove Andrea Peron (Team Novo Nordisk) ha preceduto Barta e Fonkst. Inno di Mameli anche al Gran Premio di Slovacchia dove Thomas Pesenti (Beltrami TSA -Tre Colli) ha avuto la meglio precedendo Adam Toupalik, mentre al terzo posto si è piazzato Jakub Toupalik. Infine in Venezuela, nella tappa inaugurale della Vuelta, Stefano Gandin (Team Corratec) ha trionfato davanti ad Anderson Paredes e Veljko Stoinic. Gandin ha indossato anche la maglia gialla di leader della più importante corsa venezuelana che si svolge ininterrottamente dal 1963. In passato un corridore italiano se l’è aggiudicata: si tratta di Matteo Sperafico che nel 2018 ha preceduto due campioni venezuelani come Jose Alarcon ed Anderson Paredes. La tradizione italiana alla Vuelta Venezuela è assai lunga: Francessco Chicchi, Fulvio Frigo e Mattia Gavazzi in passato hanno vinto 4 tappe; Alberto Loddo, Moreno Di Biase, Fabiano Ferrari e Jakub Mareczko due tappe; Maurizio Vandelli, Marco Benfatto, Stefano Borchi, Emiliano Donadello, Matteo Malucelli, Matteo Spreafico, Mirko Tedeschi e Fabio Trinci una tappa.

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