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Ieri ad Alto l’inaugurazione del Monumento ai Partigiani


ALTO (CN)- E’stato inaugurato ieri ad Alto il Monumento, opera dell’artista villanovese Flavio Furlan, copia esatta di quello che lo scorso anno è stato posto ad Albenga nei Giardini Pubblici dedicati alla memoria di Libero Nante. Il monumento riproduce Felice Cascione che, con i suoi compagni, canta “Fischia il Vento”. E fu proprio ad Alto che l’inno della Resistenza combattente italiana venne ufficialmente cantato la prima volta il 6 gennaio 1944. La kermesse di Alto è stata anche l’occasione per il Raduno Interregionale Partigiano che ha visto riunirsi i gruppi e delegati dalle sezioni ANPI di Albenga, Imperia, Savona e dei Comitati Provinciali di Cuneo, Imperia e Savona.
Il Monumento realizzato da Furlani è stato donato dal professor Nicola Nante alla popolazione di Alto, in memoria del padre Partigiano. Libero Nante (1920-2004) fu partigiano “Meghettu”, Dirigente Sanitario dell’ospedaletto da campo a Carnino e poi della Brigata Nino Berio ad Alto, nell’imperiese; medico e primario chirurgo, fu anche imprenditore impegnato nella ricostruzione postbellica della rete di assistenza sanitaria ingauna, fondatore di due Case di Cura, di cui una, la “San Michele” ad Albenga, è ancora in attività. Toccante l’intervento di Nicola Nante: “Mio padre è stato qui Partigiano. Erano tempi difficili. La gente faceva la fame e i Partigiani rischiavano la pelle. E rischiava la pelle chi li nascondeva. Eppure qui mio papà, i suoi compagni e, talora, le loro famiglie sono stati ospitati e protetti. Renato Sicca e Gianni Deandreis, alcuni anni fa, hanno accompagnato me e mio figlio Raffaele nella Tana dei Banditi, sopra il paese, dove papà si nascondeva quando c’erano i rastrellamenti. Natalino Deandreis mi ha raccontato di quella volta che, avendo nevicato, per cancellare le tracce di chi gli portava da mangiare, sua madre andò lassù con il gregge di pecore. Della sparatoria per le vie del paese e di tanti altri fatti mio padre ha scritto nel libro Tempo di ricordi. Il 25 aprile 1945 Libero, scendendo da Alto, diretto con il suo Distaccamento ad Albenga per prenderne il controllo sottratto ai nazisti in fuga, attraversando a dorso di mulo l’abitato di Leca passò davanti alla casa di mia mamma, Maria Rosa, ragazzina ed i loro sguardi si incrociarono la prima volta. Qualche anno dopo, Libero per vincere l’opposizione del papà di Maria Rosa, cattolico conservatore, contrario a che sua figlia frequentasse un ex partigiano (quindi, all’epoca, “comunista” per definizione), planò, alla guida di un piccolo aereo partito da Villanova, su quella casa di Leca, inondandola di petali di rosa; nonna Eugenia si commosse a tal punto dal minacciare di andarsene da casa se il marito non avesse acconsentito alle nozze di sua figlia con un uomo capace di un tale gesto d’amore. Fischia il Vento è un canto di guerra, ma per me, per la mia famiglia, vorrei per tutti, che questa donazione, come la è stata quella dello scorso anno, sia un simbolo di Pace. I miei genitori dopo la Liberazione si impegnarono insieme, professionalmente, economicamente, socialmente, come si impegnò la loro generazione, che, superando le divisioni ideologiche, ci diede la Costituzione e quello che venne definito il “miracolo” dell’Italia postbellica. Sarei contento se questo monumento, offerto con l’intento descritto, costituisse un ulteriore contributo alla valorizzazione di questo territorio, che il Sindaco Renato SICCA e la sua Amministrazione hanno in questi anni portato avanti con impegno e passione”. Alla cerimonia, aperta dall’intervento del sindaco Renato Sicca, sono intervenuti rappresentanti dei comitati e sezioni ANPI, del Gruppo di Vendone e Curenna, della Pedalata Resistente, Giorgio Ferraris (sindaco di Ormea), l’Onorevole Sergio Soave (presidente ISCREC Cuneo), l’Onorevole Giovanni Giovanni Rainisio (pres ISCREC Imperia), Mauro Righello (pres. ISREC Savona), Paolo Allemano (pres. ANPI Prov. Cuneo), Amelia Narciso (pres. ANPI prov. Imperia), Renato Zunino (pres ANPI prov.Savona), Gianni De Moro ( pres. FIVL di Imperia) e la nota scrittrice ed affermata giornalista Donatella Alfonso che ha tirato le conclusioni. Collaterali al Raduno ed alle celebrazioni ci sono state una esposizione di pannelli che raccontano la vita di Cascione, realizzati dagli studenti del Liceo artistico “G.Bruno” di Albenga, guidato dalla dirigente scolastica Simonetta Barile ed una mostra fotografica sulla Resistenza a cura di Pino Ghisalberti.

Nell’occasione del raduno è proseguita anche ad Alto la raccolta di firme per richiedere alla Regione Liguria la riapertura del pronto Soccorso di Albenga, presidio sanitario verso il quale, pur trovandosi in Piemonte, fanno riferimento gli abitanti di Alto e dell’intero comprensorio.
La manifestazione è organizzata di concerto tra Comuni di Alto ed Albenga, con la Provincia di Cuneo, la Regione Piemonte, la FIVL (Volontari della Libertà), la Regione Liguria, gli Istituti Storici della Resistenza e dell’Età Contemporanea delle Province di Savona e di Imperia, le sezioni ANPI del comprensorio ingauno ed i Comitati provinciali ANPI di Cuneo, Imperia e Savona.
CLAUDIO ALMANZI

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