Ambiente

Il parco della Giara: dove la natura è più pura

Nel centro della Sardegna, poco lontano dall’importante sito nuragico di Barumini, si trova un luogo unico e incontaminato: il parco della Giara.

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Foto La Giara Sardegna

La Giara è un piccolo gioiello naturale, incastonato nel centro della Sardegna. Si tratta di un altopiano molto particolare, popolato da una specie unica di cavalli, isolato e rialzato rispetto alle piane limitrofe, e caratterizzato da un terreno paludoso ma roccioso.

Il comune a cui è più collegata è Gesturi, ma il controllo del parco è condiviso con Genoni, Tuili e Setzu. Dal 1995 è diventata un’area SIC (Sito di Interesse Comunitario): scopriamola meglio.

Una pianura vulcanica

L’origine della Giara è interessante. Si tratta di un altopiano basaltico che è stato creato dall’attività eruttiva di due coni vulcanici che svettano sull’area: Zepparedda (609 metri) e Zeppara Manna (580 metri), che con due eruzioni (distanti tra loro circa 700 anni) hanno plasmato questa pianura circa 2,7 milioni di anni fa.

La piana della Giara è singolarmente sopraelevata rispetto ai territori circostanti: la quota media è di circa 560 metri. Il motivo sta proprio nell’origine vulcanica, basaltica e non sedimentaria, che la ha protetta dall’erosione degli agenti atmosferici.

Sopra il basalto nei millenni si è depositata un po’ di terra, la cui profondità non supera i 50 cm: sufficiente a favorire la sviluppo di una vegetazione tipicamente mediterranea.

I Paulis della Giara

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Un pauli (da Museo del Cavallino della Giara)

Una delle caratteristiche peculiari della piana della Giara sono i “paulis”, pozze d’acqua stagnante sparse a macchia di leopardo, che si formano nelle depressioni del terreno. I paulis accumulano l’acqua nelle stagioni più fredde, e poi d’estate si ritirano per effetto dell’evaporazione (alcune, le più profonde, riescono a sopravvivere nelle estati meno roventi).

Insediamenti umani

L’uomo frequenta la Giara fin dal Neolitico (6000-2700 a.C.), e ai suoi piedi si trovano numerose Domus de Janas, tipici luoghi di sepoltura degli antichi sardi. In giro per l’altopiano sono stati ritrovati resti di ceramiche, selci e ossidiane, a testimonianza di un’occupazione diffusa già al tempo.

Successivamente, gli abitanti della Giara hanno anche costruito un protonuraghe, il Bruncu de Madili, la cui importanza è assoluta: si tratta del miglior modello per studiare l’evoluzione di queste strutture nei nuraghi veri e propri. Ad oggi si scava ancora attorno alla struttura per riportare alla luce un antico villaggio.

Le star della Giara: i cavallini

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I cavallini della Giara (da Sardegna Turismo)

Al di là di tutto, ciò che veramente rende un’attrazione questa splendida pianura sono degli animali unici che la abitano: i cavallini della Giara. Si tratta dell’ultima specie equestre selvaggia che esista in Europa.

I cavallini sono così chiamati per la loro stazza: difficilmente raggiungono i 140cm di altezza al garrese. Hanno origine incerta, probabilmente non sarda: nell’isola non risultano fossili del periodo pre-nuragico. Secondo alcuni la razza discenderebbe dal cavallo selvatico presente in Sardegna già nel Neolitico (fossili del 6000 a.C. sono stati rinvenuti), secondo altri da specie africane importate da greci o fenici tra il V e il IV secolo avanti Cristo.

La loro diffusione oggi è limitata, e negli anni si sono susseguiti appelli a impegnarsi a evitarne l’estinzione, sempre più probabile a causa del clima sempre più duro. I cavallini infatti si nutrono della rada vegetazione della Giara, e si abbeverano dai paulis, che però nei mesi più caldi si prosciugano (in questi periodi sfruttano l’acqua delle sorgenti dell’area).

Nella Giara sopravvivono oltre 500 esemplari, ma al momento non sono riconosciuti come specie a rischio.

Escursioni alla Giara

Il parco della Giara è visitabile al seguito di una guida ambientale, con la quale esplorare il territorio e osservare la flora e la fauna tipiche di questo luogo selvaggio. Si possono prenotare visite guidate dal sito del parco.

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