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San Lorenzo e la leggenda delle stelle cadenti

San Lorenzo e la leggenda delle stelle cadenti. Il protettore dei pompieri, dei cuochi e dei sogni si festeggia il dieci agosto.

San Lorenzo e la leggenda delle stelle cadenti

La tradizione popolare vuole che durante la notte fra il dieci e l’undici agosto, nel cielo, si possano ammirare le lacrime di san Lorenzo. E’ un appuntamento molto atteso perché si dice che i desideri i presto diventeranno realtà. L’unica condizione necessaria è esprimere il proprio sogno in silenzio. La notte del dieci agosto sono tante le coppie di innamorati che trascorrono del tempo ad osservare la volta celeste, nella speranza di vedere una stella cadente.
In tale periodo dell’anno è molto frequente osservare delle meteore, dette perseidi.

Per la cultura contadina, il giorno di san Lorenzo indica la fine del gran caldo. Un antico detto recita “Sant’Antonio della gran freddura e san Lorenzo della gran calura, l’una e l’altra poco dura”. La conferma arriva dal proverbio “a san Donato l’inverno è nato, a san Lorenzo è come un giovenco e a santa Maria come una badia”. La frase suggerisce che il 7 agosto, giorno di san Donato, l’inverno mette il primo germoglio. Il 10 agosto è già divenuto grande come un bue ed il 15 come una abbazia, ossia molto grande e prospera.

San Lorenzo e le sue lacrime

La leggenda racconta che le lacrime del santo si possano ammirare la notte del 10 agosto, giorno in cui si ricorda il suo martirio. Secondo la storia, in quanto cristiano, Lorenzo è condannato a morte su una graticola incandescente. Proprio le fiamme e i lapilli di fiamme del suo martirio sarebbero giunti fino in cielo, dando origine al tipico fenomeno astronomico.

Lorenzo nasce attorno al III secolo in Spagna, dove conosce il futuro papa Sisto II. Entrambi giungono in Italia, a Roma, dove Lorenzo gli offre l’incarico di diacono, affinchè si occupi di sostenere i più poveri.  L’imperatore Valeriano ordina la condanna a morte di tutti i cristiani e così Lorenzo è incarcerato e condannato a morte. Il futuro santo muore a Roma, presso la Tiburtina, dove il suo corpo è seppellito.

Il dieci agosto coincide con l’assassinio del padre del poeta Giovanni Pascoli. La lirica “X agosto” rievoca  la tragedia familiare avvenuta nel 1867. Secondo lo scrittore, in quella notte il cielo è colmo di lacrime in ricordo della morte di Ruggero Pascoli.

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