Editoriali

L’Italia sia protagonista nella difesa dei diritti umani nei campi di Tinduf

Nel corso della 51 ° sessisone del Consiglio dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, si svolto un simposio sulla situazione nei campi di Tiunduf . L’incontro , voluto da alcune organizzazioni non governative ha permesso di fare il punto sulla situazione nei campi gestiti dal Polisario. Secondo queste ONG : ” Il Polisario è stato imposto dalle autorità algerine per svolgere il suo ruolo nella gestione degli affari dei campi, in violazione delle disposizioni del diritto internazionale, beneficiando dell’immunità e della protezione del Paese ospitante, indipendentemente dalla gravità delle violazioni, sfuggendo al controllo dei meccanismi delle Nazioni Unite che si occupano della protezione dei diritti umani.

Sebbene il diritto alla vita sia garantito dall’articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dall’articolo 6 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, le circostanze eccezionali, tra cui lo stato di guerra, la minaccia di guerra, l’instabilità politica interna o qualsiasi altra situazione di emergenza, non possono essere invocate per giustificare esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie.

Tuttavia, il Polisario ha continuato per decenni a violare palesemente il diritto alla vita attraverso esecuzioni arbitrarie ed extragiudiziali, incitando alla violenza e alle uccisioni, attraverso i successivi appelli della sua leadership nei congressi e nei media all’escalation, alla resistenza e alla lotta su tutti i fronti. In questo contesto, il consiglio del Polisario sfrutta e mobilita donne e bambini per esportare violenza e omicidi fuori dai campi, come unico modo per intimidire i suoi critici.”

Le stesse ONG hanno chiesto , in modo esplicito che ” l’Algeria applichi la legge nazionale su tutto il territorio algerino, compresi i campi di Tindouf ” e in quanto pase ospitante conduca un’indagine rapida e imparziale sulle accuse di esecuzioni extragiudiziali, al fine di determinare con certezza la causa e la tempistica delle morti, le persone responsabili e le circostanze in cui sono state commesse”

Il tema dei diritti umani, della libertà e della democrazia è entrato nel dibattito politico italiano solo in relazione al conflitto in corso in Ucraiana. Ma, è stato del tutto dimenticato nei confronti di altri Paesi. L’Italia potrebbe giocare un ruolo fondameentale nella risoluzione di questa situazione.

Infatti , come maggior importatore di idrocaburi dall’Algeria e vantando legami che risalgono all’indipendenza di questa Nazione, il nostro Paese, potrebbe farsi protagonista nel verificare la situazione in cui sono costretti a vivere migliaia di perosne nei campi gestiti dal Polisario



Marco Baratto

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo. Ha Fondato il Gruppo Informale "Incontri Culturali Franco Italiani" per la valorizzazione dei rapporti tra i Paesi della Francofonia

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Privacy Policy Cookie Policy