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San Silvestro e le leggende del 31 dicembre

San Silvestro e leggende. Le curiosità e le storie del santo che si festeggia l’ultimo giorno dell’anno.

San Silvestro e le leggende

Il 31 dicembre si ricorda il papa Silvestro, noto per la donazione di Costantino.

Secondo la leggenda l’imperatore Costantino si ammala di lebbra. Nonostante si rivolga ai più grandi medici del tempo, la sua condizione non migliora. Il suo sembra un caso disperato.

Una notte, in sogno, l’imperatore ha una visione durante la quale gli viene suggerito di chiedere l’intervento di Silvestro. L’eremita Silvestro si era ritirato sul monte Soratte, nella valle del Tevere, nel Lazio. L’imperatore manda presso il monaco dei suoi rappresentanti con l’esplicita richiesta di condurlo a Roma. Silvestro accetta ma ad una condizione: prima di partire intende seminare delle rape e dire messa. Gli emissari acconsentono e si dispongono all’attesa. Il futuro vescovo va prima nell’orto a seminare e poi in chiesa; terminata l’eucarestia torna in giardino. Dopo poco si presenta davanti agli uomini inviati da Costantino per invitarli a mangiare con lui le rape appena raccolte. Era bastato il tempo della messa perché i semi germogliassero e le piantine dessero frutto. Subito dopo, Silvestro si mette in viaggio su una mula bianca. In soli tre balzi giunge dall’imperatore che immediatamente guarisce. Ancora oggi si possono ammirare delle rocce che, secondo la leggenda, portano impresso l’orma dello zoccolo dell’animale.

La donazione di Costantino

Per ringraziare il futuro santo di averlo guarito dalla lebbra, la leggenda vuole che Costantino si sia sdebitato con una grandiosa donazione.
 La Chiesa, da quel momento, avrebbe goduto della metà dei possedimenti dell’impero romano, oltre al potere temporale. Secondo tale constitutum, i pontefici sarebbero divenuti possessori anche di tutti i beni che la corte imperiale possedeva a Roma.

Il documento della presunta donazione è ritenuto valido per secoli fino a che nel corso del 1440 Lorenzo Valla non dimostra la sua falsità. L’umanista giunge a tale conclusione dopo un accurato studio che si è soffermato su molteplici elementi come, per esempio, quelli linguistici.

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