
Oggi Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarà ad Algeri per una visita importante. Nel corso del bilaterale si discuterà di idrocarburi e del famoso “Piano Mattei”. Sono elementi essenziali per l’Italia ma forse potremmo fare di più . Infatti, come Nazione a maggiornaza cattolica , dovrebbe chiedere uno sforzo maggiore alle autorità algerine per rendere effetiva la libertà di culto per i cattolici di quella Nazione.
Nel saggio “I cattolici d’Algeria: minoranze di ieri e di oggi” (cfr https://journals.openedition.org/emam/2434) apprendiamo che ” fino all’ordinanza del 28 febbraio 2006, lo statuto giuridico della Chiesa non ha subito cambiamenti significativi. Prima di questa Ordinanza non esisteva alcun testo che stabilisse le condizioni e le regole per l’esercizio delle religioni diverse da quella musulmana. Oggi, la fede cattolica entrerà progressivamente a far parte della legislazione sulle associazioni, che ha subito diverse modifiche (…..) Dal febbraio 2006 è in vigore un nuovo quadro giuridico specifico per le religioni non musulmane. Le autorità lo giustificavano, da un lato, con l’attività di missionari di persuasione neoevangelica e di presunte o reali conversioni tra le popolazioni e, dall’altro, con il desiderio di conferire al culto non musulmano uno statuto reale che distinguerli dalle altre associazioni (….) Occorre pertanto dichiarare tutti i luoghi in cui si può celebrare il culto, mentre l’articolo 7 indica che “l’esercizio del culto avviene esclusivamente in edifici destinati a tale scopo, aperti al pubblico e individuabili dall’esterno”. Per questo è vietata qualsiasi attività nei luoghi destinati all’esercizio del culto contraria alla loro natura e alle finalità cui sono destinati». Questa legge lascia quindi alle autorità amministrative un grande potere nella direzione di tutti i gruppi religiosi”
Questo crea notevole difficoltà ai cattolici in Algeria e non solo. In questi giorni alcuni sacerdoti di Bergamo non hanno potuto compiere un pelligrinaggio in Algeria in quanto, come spesso accade, gli è stato negato il visto d’ingresso . E’ un fatto grave, perchè va contro ogni logica. Se volgiamo fare affari con l’Algeria, facciamoli pure ma dobbiamo subordinarli ad alcuni principi non negoziabili. Tra questi la piena libertà per i cattolici, per le minoranze nazionali e chiedere che l’Algeria diventi un ponte di pace. Non possiamo permettere che i nostri soldi finiscano nell’acquisto di armamenti russi. Ci dichiariamo al fianco dell’UCraina e quindi dobbiamo chiedere che ci fa affari con noi stia al nostro fianco in questa lotta per la libertà.
Marco Baratto