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Sardegna: emergenza Sanità, appello Medicina Democratica

 Un forte appello alle candidate e ai candidati alla presidenza della Regione Sarda è stato inviato questa mattina da Medicina Democratica Sardegna di denuncia della grave situazione della sanità in Sardegna e per un “pronunciamento inequivocabile, in ottemperanza della Carta Costituzionale e della Legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, per il diritto alla salute di tutti” su 6 punti ritenuti fondamentali che sono questi:

“Riteniamo che questi siano punti fondamentali per affrontare il grave e progressivo impoverimento e depotenziamento della sanità pubblica, ospedaliera e territoriale, le cui conseguenze drammatiche sono sotto gli occhi di tutti, con manifestazioni, proteste e disagi nelle diverse aree dell’isola”, ha detto Francesco Carta, medico e referente di Medicina Democratica Sardegna. “ Gravissime – ha aggiunto – le ripercussioni sulla salute e sulla vita delle persone e delle famiglie sarde: la Sardegna vanta un triste primato con la percentuale più alta di rinuncia alle cure tra le regioni italiane, il 14,8%! Mancano 420 medici di medicina generale su un fabbisogno di 1.400 previsti, dati ARES (Azienda regionale della salute). Cosìcome ci sono interi territori senza assistenza medica di base e senza pediatra, con proteste in Barbagia Mandrolisai e Marmilla, mancano specialisti e medici di continuità assistenziale. E inoltre, secondo l’ultimo rilevamento 2023 di AGENAS, peggiorano i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) a la Sardegna è inadempiente, specialmente nell’area dell’assistenza distrettuale e ospedaliera e si colloca al terz’ultimo posto in Italia in tali settori”.

Forte preoccupazione è espressa nell’appello, in particolare, per la la riduzione e lo smantellamento dei servizi di salute mentale nei distretti, con drammatiche conseguenze per le persone in carico ai servizi di salute mentale, per le loro famiglie e le comunità locali. Così come si denuncia il gravissimo sovraccarico dei Pronto Soccorso e del sistema di emergenza e urgenza, non ulteriormente tollerabile.

“Occorrono interventi strutturali e di programmazione regionale e delle ASL- ha inoltre sottolineato Francesco Carta – perché le soluzioni estemporanee, come i medici a gettone e gli ASCOT (Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriali) per i tanti cittadini senza medico di famiglia, non risolvono certo il problema, ma sono solo soluzioni tampone. Serve una medicina che promuova la salute! Il SSN pubblico ha il dovere istituzionale di garantire il diritto alla salute che invece i privati non hanno: non è perciò accettabile la progressiva riduzione di finanziamenti al SSN pubblico e il trasferimento di risorse alle strutture private attraverso gli accreditamenti e le esternalizzazioni”

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