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San Vincenzo De’ Paoli, fondatore della famiglia Vincenziana

San Vincenzo De’Paoli fondatore della famiglia Vincenziana. La sua festa ricorre il 27 settembre.

San Vincenzo De’Paoli, una vita avventurosa

Vincenzo nasce nel 1581 in Francia, in un paesino delle Lande. Di famiglia povera è madato sin da bambino in campagna, per badare agli animali. La sua intelligenza però induce i familiari ad avviarlo alla carriera ecclesiastica. Secondo la tradizione, durante un viaggio in mare, il futuro santo è fatto prigioniero da un gruppo di predoni. Diventa schiavo e passa da un padrone all’altro fino a che non è acquistato da un ex cristiano. Sarà proprio grazie a quest’uomo che Vincenzo riuscirà a tornare in patria e a compiere un vero e proprio percorso di maturazione spirituale.

L’interesse del religioso verso gli indigenti diventa così forte da portarlo a fondare le compagnie della carità. A suscitare il lui l’amore per la carità è anche l’incontro con figure di spicco come, per esempio, san Francesco di Sales.

Vincenzo si occupa di fornire aiuto, educazione ed assistenza agli emarginati, ai carcerati e ai malati. Il suo progetto comprende anche delle compagnie femminili che nascono nel 1633. Le figlie della carità si sarebbero dovute occupare dei poveri, i bambini senza famiglia e di prendersi cura degli ammalati.

Il santo muore il 27 settembre del 1660. Nel 1737 è canonizzato da Clemente XII e nel 1885 è nominato patrono delle associazioni cattoliche di carità per volontà di papa Leone XIII.

San Vincenzo De’Paoli, il carisma

La grande intuizione di Vincenzo è l’attenzione costante verso i bisognosi. Il suo intento è non solo quello di fornire assistenza immediata quanto, piuttosto, di favorire la loro crescita spirituale ed intellettuale. Ecco perché cerca di migliorare la formazione dei religiosi e si batte per la nascita di nuovi seminari. Inoltre, per contrastare la diffusa ignoranza istituisce una missione composta da sacerdoti, il cui compito è l’evangelizzazione.

Il santo è ricordato anche per la sua modernità, soprattutto per ciò che concerne le organizzazioni femminili. Le sue figlie della carità non indossavano abiti di tipo religioso e non dovevano dimorare nei conventi. Tutto ciò per far sì che potessero attivamente dedicarsi ai bisogni degli emarginati.

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