
Il grifone è tornato sul Gennargentu. La conferma è arrivata grazie al lavoro portato avanti in questi giorni dai partner di LIFE Safe for Vultures per incrementare la rete dei carnai aziendali realizzata per mitigare uno dei principali rischi cui va incontro il processo di reintroduzione della specie nell’isola e il suo benessere a lungo termine: la carenza alimentare.
Impegnati nei sopralluoghi in alcune aziende zootecniche nel territorio comunale di Arzana che hanno
avanzato la richiesta per la realizzazione di nuovi carnai, gli esperti del Dipartimento di Medicina Veterinaria
di Sassari, capofila del progetto di cui fanno parte anche l’Agenzia Forestas, il Corpo Forestale e di Vigilanza
Ambientale della Regione Sardegna, E-Distribuzione e la Vulture Conservation Foundation hanno appreso la
notizia di alcuni avvistamenti risalenti ai giorni scorsi. In realtà si è trattato di una conferma sul campo rispetto a quanto già emerso dallo studio dei dati acquisiti attraverso i gps di cui sono dotati i grifoni rilasciati a Villasalto: l’analisi dei movimenti condotti negli ultimi mesi ha infatti permesso di certificare che per la colonia sarda quell’area è sempre più attrattiva.
Un motivo in più per proseguire nell’impegno che ha consentito in pochi anni di raddoppiare il numero di
allevatori coinvolti in questa specifica attività, passando dai 26 carnai aziendali realizzati nel Nord Ovest
Sardegna con LIFE Under Griffon Wings e tuttora attivi agli attuali 48, senza considerare gli 8 che dovrebbero aggiungersi già da settembre ad Arzana, per l’appunto. Una delle differenze sostanziali rispetto al passato sta proprio nel fatto che, anziché concentrarsi nel Nord Ovest Sardegna – storica area di alimentazione dei grifoni delle colonie di Bosa e Alghero – i carnai realizzati da LIFE Safe for Vultures, ampliando il raggio d’azione nella Sardegna Centrale, nel Sud Est e nel Sud Ovest, hanno permesso di seguire e catalizzare l’espansione dell’areale di distribuzione della specie, che segue l’incremento delle dimensioni della popolazione: dai circa 100 individui del 2015 si è passati ai 450 censiti lo scorso anno. In particolare, dei 22 carnai aziendali realizzati in questi anni uno si trova a Oliena, uno a Urzulei, quattro a Villagrande Strisaili, uno ad Arbus, uno all’Asinara, tre nella piana di Ozieri e undici nella catena montuosa dei Sette Fratelli, tra Sinnai, Burcei e Villasalto, dove ormai si è stabilmente insediato un nuovo nucleo composto da 21 individui grazie ai rilasci effettuati a partire dall’aprile del 2024 dalla voliera di ambientamento gestita da Forestas all’interno del cantiere boschivo di Monte Gennis, dove si trova anche una stazione di alimentazione centralizzata. Complessivamente sono stati rilasciati 68 grifoni. «Gli avvistamenti nella zona circostante il Nuraghe Ruinas sono un fatto molto positivo e incoraggia gli
allevatori a unirsi alla rete dei carnai aziendali», dice la professoressa Fiammetta Berlinguer dell’Università
di Sassari, responsabile scientifica del progetto. Un risultato reso possibile dalla vasta rete di enti, istituzioni, associazioni e volontari che collaborano con i partner alla riuscita delle azioni che si stanno realizzando. Nel caso dei carnai aziendali, per esempio, è fondamentale il ruolo svolto dai servizi veterinari delle Asl, non solo in quanto autorità competente per la loro autorizzazione e successivo controllo, ma anche per l’azione di comunicazione e facilitazione, che viene resa ancora più efficace grazie alla preziosa
collaborazione degli amministratori comunali.