
Si sono svolte interamente in Sardegna le riprese di “Làstima”, il nuovo film di Mario Piredda, il regista di origini sarde che, dopo il successo del film “L’Agnello” e il David di Donatello al Miglior cortometraggio italiano per “A casa mia” del 2016, continua a raccontare storie che ritraggono i tratti più autentici e schietti della Sardegna.
Due donne, un viaggio, infinite possibilità di essere umani: Il film è un road-movie con protagoniste due donne straniere, personaggi ai margini della società, ma unite nell’ostinata opposizione al proprio destino, interpretate dalla nota attrice rumena Olimpia Melinte e, per la prima volta sullo schermo, dalla giovane attrice non-professionista di origini nigeriane Cynthia Atekia.
La sinossi del film recita: Vera, quarantenne di origini rumene, si ritrova improvvisamente senza lavoro, costretta ad accettare di trasferire Kali, una giovanissima ragazza nigeriana, attraverso una Sardegna bruciata dal sole: un “compito” semplice si trasforma in un viaggio lungo una vita.
Sei settimane di riprese appena concluse, dallo scorso 15 settembre al 25 ottobre: Piredda ha girato a Cagliari e a Sassari, così come in diversi paesi dell’entroterra, costeggiando la celebre Strada Statale 131. Il set ha viaggiato tra i Comuni di Serdiana, Nuraminis, Samatzai, Settimo San Pietro, Sestu, Porto Torres, Fiumesanto, e ancora Elmas e Assemini: luoghi che restituiscono il volto di una Sardegna autentica, fatta di piane desertiche, spiagge sconosciute, strade interne, campagne e periferie. Anche il titolo del film “Làstima” è una parola che raccoglie tutta la stratificazione culturale della lingua sarda, per indicare quella terra di confine tra il peccato originale e la compassione. Piredda ci immerge in un’umanità varia, composta di orchi e di puri di cuore, entrambi eternamente marginalizzati e condannati, che si salvano ironizzando insieme contro un destino beffardo.
Nonostante il forte radicamento territoriale, il film è prodotto da Articolture e la società elvetica DOK Mobile, con RSI Radiotelevisione Svizzera, e la collaborazione della rumena Tangaj Productions, confermando il sodalizio pluriennale del regista con la casa di produzione bolognese, con il supporto di MEDIA Creative Europe, del Ministero della Cultura, dell’Ufficio Federale Svizzero, della Regione Autonoma della Sardegna e della Sardegna Film Commission, e del Cinefórom.
«Làstima è una storia contemporanea, in cui non ci sono vincitori né vinti: i personaggi si mettono nei panni gli uni degli altri e noi li osserviamo prima e mentre si vestono. – ha dichiarato Mario Piredda – Il film si sviluppa tra due città e le rispettive periferie, nella campagna della mia terra, la Sardegna, in cui sardi, figli di sardi, devono aprirsi all’altro. Noi siamo così: ci neghiamo mostrando i pugni perché non sopportiamo la velocità del cuore, ma poi, quando riusciamo a calmarci, lo spalanchiamo. Vera e Kali sono l’altro. Due donne molto diverse tra loro, che si incontrano per caso, attraverso uno dei tanti uomini violenti e volgari che hanno conosciuto nelle loro vite. È a causa sua, o grazie a lui, che iniziano il loro vagabondaggio: su treni, pullman, auto di fortuna, attraversando a piedi l’Isola che isola, che non permette di uscire dai suoi confini, soprattutto per chi è appena arrivato, per chi è straniero. È proprio attraverso gli occhi de “sos estranzos” (“gli altri” in lingua sarda) che si compongono le immagini, si mostrano i luoghi, si colpiscono a tutta velocità le frontiere culturali».
Accanto alle protagoniste, il regista ha scelto un cast misto di attori professionisti e non, tra cui spicca il ritorno di Nora Stassi – già volto di Anita ne L’Agnello, ruolo che le è valso il Globo d’Oro come Giovane Promessa nel 2021 -, la presenza dello stand-up comedian italo-rumeno Tiberiu Cosmin Stavar nei panni di Sorin, l’attore Fulvio Accogli (Premio Ubu nel 2017), il cammeo della scrittrice italo-nigeriana Sabrina Efionay e due nuovi volti scoperti attraverso uno street-casting locale, Raffaele Puglia e Sandro Ullasci, nei ruoli di Simone e Gesuino.
Mario Piredda è nato a Sassari, in Sardegna. Dal 1999 vive a Bologna, dove ha iniziato a lavorare come regista. Nel 2005 gira il suo primo cortometraggio in 35mm, “Il Suono Della Miniera”, prodotto dall’Istituto Etnografico Regionale della Sardegna. Il suo secondo cortometraggio, anch’esso girato in Sardegna, “Io sono qui”, è stato selezionato ai David di Donatello nel 2011, ha vinto più di 70 premi ed è stato selezionato in numerosi festival cinematografici nazionali e internazionali. Nel 2016 ha vinto il David di Donatello come miglior cortometraggio con “A casa mia”, prodotto da Articolture e distribuito in oltre cento festival in tutto il mondo. Il suo primo lungometraggio, “L’Agnello”, prodotto da Articolture con RAI Cinema, in collaborazione con la francese MAT Production e distribuito worldwide da TVCO, è stato presentato in anteprima in concorso ad Alice nella città – Festa del Cinema di Roma 2019 (dove ha vinto una menzione speciale per il miglior esordio femminile di Nora Stassi) e poi selezionato, tra gli altri, nei festival internazionali di Istanbul, Mosca, CineMed, Praga, CPH Buster, Denver, Lucas Film Frankfurt, Cinemagic UK. Ha vinto il festival Annecy Cinéma Italien 2020 (Miglior film, Premio della giuria giovani, Premio del pubblico), mentre la sceneggiatura ha ricevuto il prestigioso premio Suso Cecchi d’Amico, dedicato alla migliore opera originale con protagonista femminile. L’attrice protagonista, Nora Stassi, ha vinto il Globo d’Oro come Miglior Rivelazione 2021, e l’opera è stata in shortlist per la Miglior Regia. È disponibile su Netflix Europe.
“Làstima” è il suo secondo lungometraggio.
Olimpia Melinte è nata a Iași, in Romania, dove ha iniziato il suo percorso nel mondo delle arti drammatiche. Laureata con lode presso l’Università delle Arti George Enescu, si è distinta nella formazione teatrale, per poi dedicarsi progressivamente alla carriera nel cinema, che l’ha portata all’Università Nazionale di Teatro e Cinema Ion Luca Caragiale (UNATC) di Bucarest, dove ha completato anche gli studi di dottorato. Grazie al suo talento e impegno, Olimpia Melinte si è posizionata a livello internazionale, ricevendo un premio dall’Unione degli attori in Spagna, nomination ai Premi Goya e i corrispettivi rumeni, i Premi Gopo. In Italia, ha recitato in Sette Opere di Misericordia dei Fratelli De Serio (2011), mentre in Spagna ha lavorato con Manuel Martin Cuenca in Canibal (2013) e con Alfonso Cortes Cavanillas in Sordo (2019). In Romania, lavora abitualmente tra serie tv molto popolari, come Vlad, e in film drammatici e di genere, tra cui si menzionano The Moromeții Family 3 di Stere Gulea (2024), Perfect health di Anca Damian (2017) and So, what’s freedom? di Andrei Zincă (2020).
Articolture è una società indipendente italiana, dedicata al cinema d’autore, sia di finzione che di documentario, con potenziale di produzione d’impatto. Dal 2009 ha realizzato 8 cortometraggi, 8 documentari e 4 lungometraggi, tutti distribuiti in Italia e all’estero, con un notevole aumento dell’esposizione internazionale negli ultimi anni, tra cui: Gli Asteroidi di Germano Maccioni – Locarno 2017; Zen sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri – Mostra del cinema di Venezia 2018; L’Agnello di Mario Piredda – Alice nella Città 2019, Mosca, Istanbul, 2020; ITALIA il fuoco e la cenere di Céline Gailleurd e Olivier Bohler – Torino 2021; Viaggio nel Crepuscolo di Augusto Contento, Venezia 2022, IFFR 2023; La Seconda Vita di Vito Palmieri, BiF&st e Shanghai 2024, Valentina e i MUOStri (Vision du Réel Special Jury Prize, DOK Leipzig FIPRESCI Award, Festival dei Popoli Premio Distribuzione CGHV, IDFA Best in Fest2024).
DOK Mobile è una casa di produzione con sede a Friburgo, attiva dal 2014, fondata dal regista e produttore svizzero Mark Olexa e dalla regista Francesca Scalisi. Tutti i primi lavori documentari della società – Moriom (2015, IDFA, PalmSpring, Thessaloniki, BFI), Half-life in Fukushima (2016, Vision du Réel, HotDocs), Black Line (2017, IFFR, HotDocs, Documenta), Digital Karma (2019, DOKFest, Chicago FF) – sono stati firmati da Olexa e Scalisi, ma progressivamente DOK Mobile si è aperta anche a terzi autori, alla fiction e all’animazione, tra cui si segnalano Écorce di Samuel Patthey e Silvain Monney (Crystal come Miglior Cortometraggio ad Annecy 2021), Voiceless di Samuel Patthey (Pardino d’Oro / Pardi di domani 2024), Les Papas di David Maye (Vision du Réel 2025), The multiple lives of Andres di Baptiste Janon & Rémi Pons (Premio della Giuria, Vision du Réel 2025). L’ultimo doc di Scalisi, Valentina e i MUOStri (Vision du Réel, DOK Liepzig, Festival dei Popoli, IDFA 2024) precede il debutto della regista nella finzione, sempre in coproduzione con Articolture.