
Marzo è il mese, tradizionalmente, dedicato a San Giuseppe. Il 19 marzo si ricorda il trapasso del padre putativo di Gesù.
Marzo, mese di San Giuseppe
La tradizione dedica marzo al patriarca della Sacra Famiglia e, il 19 dello stesso mese si commemora la sua morte. Invece, il primo maggio, si ricorda il Santo nel suo ruolo di lavoratore. Ecco, nel 1955 papa Pio XII stabilisce che il primo maggio si festeggi San Giuseppe artigiano.
Il Santo è diventato patrono della Chiesa a partire dal 1870, per volontà di Papa Pio IX.
San Giuseppe è invocato come custode delle famiglie, per il lavoro e per assicurarsi una buona morte. Sono tanti i Santi che si sono rivolti a lui per ricevere grazie ed aiuti. In particolare, si ricorda Santa Teresa d’Avila che, nei suoi scritti, ha affermato che il Santo non le ha mai negato nulla.
Il giorno della settimana consacrato a questo patriarca è il mercoledì. In questa giornata si può recitare il trisagio giuseppino, ossia la ripetizione per tre volte di un particolare inno.
Altre devozioni sono la novena e la preghiera composta da papa Leone e contenuta nell’enciclica Quamquam pluries. Invece, il sacro manto comprende varie orazioni da recitare per trenta giorni. Il numero trenta è un riferimento agli anni che Giuseppe ha vissuto con Gesù e Maria.
San Giuseppe, nella Sacra Scrittura, è descritto come riflessivo e pronto ad adempiere alla volontà di Dio. Fidanzato con Maria, quando apprende che lei aspetta un figlio per opera dello Spirito Santo pensa di lasciarla in segreto. In sogno però ha una visione che lo esorta a non ripudiare la sua futura consorte. Giuseppe così diventa vero sposo e padre putativo di Gesù. Dai suoi gesti emerge la sua umiltà, la sua bontà e la capacità di ascoltare la voce di Dio.