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Pasqua, la leggenda della melagrana

Pasqua, la leggenda della melagrana. Una bella storia per i giorni pasquali.

Pasqua, la leggenda della melagrana

Dopo aver ricevuto la condanna a morte, Gesù è caricato del pesante legno della croce. Sofferente e sfinito, Cristo deve giungere fino al monte Calvario. Lo seguono sua madre Maria, pochi discepoli e i soldati romani.

La salita è faticosa e durante il cammino dalle sue piaghe cadono tante gocce di sangue che bagnano la terra e le pietre. Uno dei discepoli inizia a raccogliere tutti i sassi tinti col sangue di Cristo e, via via, li mette in un sacchetto. Gesù è crocifisso e dopo una straziante agonia muore.

Il giorno seguente coloro che lo avevano amato si ritrovano. Il discepolo che aveva preso le pietroline bagnate di sangue apre il sacchetto per mostrarle ai suoi compagni. Con grande sorpresa nota che all’interno non ci sono più. Al loro posto c’è un frutto che sotto una scorza dura nasconde tanti piccoli semini rossi. Il sangue di Gesù aveva dato origine alla melagrana, i cui arilli, ossia i cui chicchi sono detti arilli.

La melagrana, simbolismo

La tradizione della Chiesa associa il frutto del melograno al sangue di Cristo. San Giovanni della Croce sosteneva che il succo ottenuto dagli arilli rimandi alla conoscenza infusa da Dio nelle anime.

La melagrana è  scelta da San Giovanni di Dio come simbolo dell’ordine ospedaliero Fatebenefratelli. 

Tale frutto era  certamente un richiamo a Granada, città dove il Santo ha operato ma non soltanto. La melagrana simboleggiava la Chiesa e i suoi membri. Inoltre, il colore rosso, come già accennato, era un forte richiamo alla passione di Cristo.

Tanti artisti hanno rappresentato la melagrana in opere religiose. Una menzione spetta alla Madonna della melagrana di Jacopo della Quercia, risalente al XV secolo. Gesù bambino è ritto sulle ginocchia della Vergine che in mano tiene proprio una melagrana.

 

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