Diocesi di Matera-Irsina presenta il progetto “Matera: confine di Pace”

Carissimi, mi permetto di raggiungervi con questa mia per condividere con voi un’iniziativa e per farvi un invito. Come sapete, da alcuni giorni siamo entrati nel vivo di Matera 2026 – capitale mediterranea della cultura e del dialogo. Come Arcidiocesi di Matera-Irsina, avvertiamo di dover cogliere questa occasione vivendo insieme alcune iniziative e attivando luoghi educativi in cui riscoprire la bellezza delle dinamiche relazionali e di convivenza nella nostra comunità territoriale ed ecclesiale: “i laboratori del dialogo”. È davvero importante “accorgerci” di chi ci è accanto e per questo sentiamo di dover vivere, insieme, un percorso di riflessione e di iniziative che vadano nella direzione del dialogo tra popoli e culture presenti in mezzo a noi, in un’ottica di riconoscimento e arricchimento reciproco.
Approfondiremo, nei prossimi giorni, maggiori dettagli su tutte le iniziative; intanto però vi invito a vivere con noi un pomeriggio di riflessione, dal tema: Mediterraneo confine di pace: È ancora possibile la fraternità tra i popoli? L’appuntamento è il giorno 16 Aprile 2026 ore 17.00 presso Casa S. Anna in via Lanera 14, Matera.
Ospite e relatore principale di questo incontro sarà la prof.ssa Francesca Faruggia, Docente di Sociologia dell’Inclusione presso l’Università “La Sapienza” di Roma, che affronterà l’argomento da un’angolatura particolare: le seconde generazioni. Si tratta dei ragazzi e delle ragazze che nascono sul nostro territorio da genitori stranieri. Questi ragazzi sono una presenza significativa in mezzo a noi oltre che portatori di una grande ricchezza. Si incamminano per il sentiero della vita con un bagaglio ricco di due culture e due lingue
ma vivono la fatica della sintesi della personalità; sono un ponte importante di dialogo e valorizzazione delle differenze. Vorremo, nel corso di quest’anno così particolare per la città di Matera, affrontare il tema di quel “meticciato culturale” di cui tutti siamo espressione e per questo, a mio avviso, non possiamo non partire dalla conoscenza della realtà e del vissuto dei ragazzi delle seconde generazioni.
Vi invito a vivere insieme questo pomeriggio che segnerà di fatto l’inizio di un percorso che si svilupperà nei prossimi mesi. In un momento in cui tutto attorno a noi invita a chiuderci e difenderci dal diverso come cultura, come lingua o religione, noi proviamo a fare passi concreti anche controcorrente; perché crediamo nella bellezza
dell’umano e nell’arricchimento dalla diversità. Cerchiamo, insieme, alleanze e avviamo processi di curiosità e di interesse sincero verso gli altri, ingredienti fondamentali per un dialogo autentico.
Grazie a tutti voi per quello che fate ogni giorno, grazie perché non vi rassegnate e non vi chiudete davanti alle sfide della nostra società!
Un caro saluto a tutti voi e a presto!



