
Dopo l’”anteprima” cagliaritana, segnata dal record storico di presenze con 120.156 visite registrate, entra nel vivo la trentesima edizione di Monumenti Aperti con un calendario di appuntamenti che coprirà l’Isola da nord a sud. Il programma regionale si concentrerà prevalentemente lungo il mese di maggio per poi riprendere in ottobre, soprattutto in quei comuni impegnati nelle elezioni amministrative di giugno. Sempre a maggio inizierà anche il programma nazionale, che però vedrà la massima partecipazione in autunno. Tra le tappe previste sabato 9 e domenica 10 maggio, la manifestazione arriva a Sestu
Così Massimiliano Messina, Presidente di Imago Mundi OdV: “E siamo arrivati alla trentesima edizione. Quasi non sembra vero. Quei ragazzi, quei cinque amici, che hanno iniziato questa meravigliosa avventura, per quanto considerati visionari, non l’avrebbero forse potuto immaginare. Era una scommessa, Monumenti Aperti, che possiamo, con lecito orgoglio, considerare ampiamente vinta. I prodromi più di trent’anni fa, fra il 1993 e il 1994, l’intuizione, la scintilla iniziale con la prima storica edizione a Cagliari nel maggio del 1997, poi, con continuità nel tempo, l’evoluzione sempre più convinta a livello regionale e nazionale. Anni segnati da ideali, passione, impegno, entusiasmo, costanza, pazienza, tanta perseveranza. La dimensione nazionale raggiunta lo scorso anno è decisamente confermata, lo Stivale è coinvolto dal Nord al Centro al Sud – non era facile né scontato – e questo ci fa gioire, perché dimostra radicamento consolidato e forte volontà di ‘esserci’.
IL PROGRAMMA DI SESTU
Anche Sestu rinnova il proprio appuntamento con Monumenti Aperti e si prepara ad accogliere cittadini e visitatori nel fine settimana di sabato 9 e domenica 10 maggio 2026, in occasione della trentesima edizione della manifestazione. Il comune alle porte di Cagliari partecipa con un percorso che attraversa secoli di storia locale, mettendo in luce chiese medievali, architetture tradizionali e luoghi simbolo della memoria culturale della comunità.
Tra i siti più significativi inseriti nel programma figura la Chiesa di San Salvatore, situata nel cuore del centro storico. Realizzata tra il XII e il XIII secolo, rappresenta una delle testimonianze più antiche del patrimonio religioso sestese. Costruita in calcare e arenaria, conserva una struttura a tre navate con volte a botte e abside semicircolare. L’edificio continua ancora oggi a essere profondamente legato alla vita religiosa della comunità, in particolare durante le celebrazioni dedicate al Santissimo Salvatore che si svolgono alla fine di luglio.
Di grande interesse storico è anche la Chiesa di San Gemiliano, situata nell’omonima località rurale a circa cinque chilometri dal centro abitato. Edificata nella seconda metà del XIII secolo, apparteneva all’antico villaggio scomparso di Sussua. La struttura presenta caratteristiche architettoniche particolari che la distinguono da altri edifici simili presenti nel sud dell’isola, tra cui l’inusuale ampiezza della navata settentrionale rispetto a quella meridionale. Nel corso del Seicento alla chiesa furono aggiunti il porticato, la sacrestia e l’alloggio per l’eremitano.
Tra i monumenti simbolo del paese spicca la Chiesa di San Giorgio, uno degli edifici tardo-gotici più interessanti della Sardegna meridionale. Terminata nel 1567, custodisce elementi di grande pregio artistico, come il rilievo raffigurante San Giorgio a cavallo e il Cristo in croce conservato in una delle cappelle laterali. All’interno della chiesa è inoltre custodito un antico miliario romano risalente all’epoca di Settimio Severo, elemento che richiama le origini del nome dell’attuale abitato. San Giorgio è anche il santo patrono di Sestu, celebrato ogni anno il 23 aprile.
Il percorso di Monumenti Aperti porterà i visitatori anche alla scoperta di Casa Ofelia, storica abitazione costruita nel 1901 e oggi importante centro culturale cittadino. L’edificio, realizzato in mattoni di terra cruda, i tradizionali ladiri del Campidano, rappresenta una significativa testimonianza dell’architettura rurale locale. Acquistata dal Comune e restaurata negli anni Novanta, Casa Ofelia ospita oggi mostre ed eventi culturali. Durante le visite i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Gramsci + Rodari racconteranno anche Sa Passerella, la storica struttura in ferro realizzata nei primi del Novecento per consentire l’attraversamento pedonale del rio in via Parrocchia.
Spazio anche alla storia musicale della comunità con la visita alla sede dell’Associazione Musicale Giuseppe Verdi, in via Piave. Le visite guidate curate dalla banda musicale permetteranno di conoscere una realtà che affonda le proprie radici nel 1895 e che dal 1980 opera nella sede attuale, custodendo oltre un secolo di storia musicale, tradizioni e ricordi legati alla vita culturale di Sestu.
Informazioni pratiche. I monumenti saranno visitabili gratuitamente sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, salvo diverse indicazioni per alcuni siti. Per visitare i monumenti si consigliano abbigliamento e scarpe comode. Le visite alle chiese saranno sospese durante le funzioni religiose e, per motivi organizzativi, di sicurezza o in caso di particolare affluenza, i responsabili della manifestazione potranno limitare temporaneamente gli accessi o prevedere visite parziali.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’indirizzo email sport.cultura@comune.sestu.ca.it.
Tutti i monumenti inseriti nel programma di Sestu risultano totalmente accessibili.
Il programma regionale. Sono 60 i comuni della Sardegna che parteciperanno all’ edizione 2026 di Monumenti Aperti, confermando ancora una volta la straordinaria capacità della manifestazione di coinvolgere l’intero territorio regionale in un grande racconto corale del patrimonio culturale. Un viaggio lungo mesi che attraversa l’Isola da nord a sud, dalle coste all’interno, coinvolgendo comunità grandi e piccole in un racconto corale che unisce memoria, partecipazione e valorizzazione dei territori. Dopo l’apertura a Cagliari del 18 e 19 aprile, a maggio il programma entra nel vivo con una fitta sequenza di appuntamenti: il 2 e 3 maggio sarà Sassari ad accogliere visitatori e curiosi, seguito il 3 maggio da Sanluri e Lunamatrona. Il fine settimana del 9 e 10 maggio vedrà un’ampia partecipazione di territori: da Arbus a Dorgali, da Guspini a Oristano, passando per Porto Torres, Sant’Anna Arresi, Sestu, Settimo San Pietro e Usini, mentre Escalaplano sarà protagonista nella sola giornata del 10 maggio.
Il 16 e 17 maggio sarà la volta di importanti centri come Alghero, Samassi, San Gavino Monreale, San Sperate, Sant’Antioco, Stintino, Triei e Nuxis.
Il 23 e 24 maggio rappresentano uno dei momenti più intensi della manifestazione, con numerosi comuni coinvolti contemporaneamente: Bosa, Carbonia, Carloforte, Iglesias, Ittiri, Marrubiu, Ossi, Selargius e Villasimius.
Gran finale del mese, il 30 e 31 maggio, con una partecipazione ancora più ampia che coinvolge Ales, Aritzo, Buddusò, Cuglieri, Genuri, Monastir, Monteleone Rocca Doria, Narcao, Oschiri, Padria, Pula, Sardara, Sarroch, Terralba e Teulada, mentre il 31 maggio si aggiungono anche Tuili e Villacidro.
Dopo la pausa estiva, Monumenti Aperti riprenderà in autunno con nuovi appuntamenti: il 10 e 11 ottobre saranno coinvolti Arzachena, Chiaramonti, Mogoro, Ozieri, Quartu Sant’Elena, Segariu, Siddi e Tortolì. Il 17 e 18 ottobre sarà la volta di Ardauli, Capoterra e Ulassai, mentre il 24 e 25 ottobre parteciperà Ploaghe. A chiudere il calendario sarà Nuoro, il 31 ottobre e 1° novembre, suggellando simbolicamente un’edizione che si distingue per ampiezza, partecipazione e radicamento nei territori.
Comunicazione. Per restare aggiornati su tutte le iniziative di Monumenti Aperti è a disposizione l’App Monumenti Aperti oltre agli account social Facebook e Instagram: a livello regionale @sardegnamonumentiaperti; a livello nazionale @monumentiaperti. I contenuti aggiornati sono consultabili sul sito ufficiale www.monumentiaperti.com. Da quest’anno la manifestazione ha stretto un accordo di collaborazione sulla comunicazione con ARST SpA. anche per valorizzazione del Polo Museale ARST (Museo di Monserrato, Sedi e officine storiche, Archivi e Stazioni).
Nei monumenti visitabili in tutti i Comuni aderenti, sarà possibile trovare le guide alle iniziative locali, guide che potranno anche essere scaricate in formato digitale dal sito ufficiale della manifestazione.
Istituzioni pubbliche e private aderenti. Dal 2008 il progetto Monumenti Aperti riceve la Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana. L’edizione 2026 si tiene con i prestigiosi patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari e dell’Anci Nazionale. Particolarmente importante è anche il patrocinio del Parlamento Europeo, ricevuto per il quarto anno consecutivo. Monumenti Aperti è realizzata da Imago Mundi OdV con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorati dei Beni Culturali e del Turismo), con il finanziamento della Città Metropolitana, che con fondi RAS per un rafforzamento della promozione e commercializzazione e della logistica infrastrutturale di Monumenti Aperti, ha assicurato al progetto un’importante dotazione di beni e infrastrutture, e con il contributo della Fondazione di Sardegna.