Pace e sicurezza. Partecipazione del Marocco alla Forza Internazionale di Stabilizzazione per Gaza
Oggi, il Marocco firma un accordo per la pace; per risparmiare vite umane; per la dignità dei palestinesi affinché Gaza non sia più un teatro di guerra, ma un cantiere di pace.

Il Regno del Marocco compie un passo storico sul piano diplomatico e della sicurezza internazionale ufficializzando la propria adesione alla International Stabilization Force (ISF) destinata a operare nella Striscia di Gaza. La decisione rappresenta uno degli sviluppi più significativi nel processo di preparazione del futuro assetto di sicurezza nella città palestinese. L’annuncio è stato reso noto attraverso un comunicato ufficiale dell’Amministrazione della Difesa Nazionale marocchina, che precisa come la partecipazione del Regno sia stata decisa in esecuzione delle Alte Istruzioni di Sua Maestà Re Mohammed VI nonché Presidente del Comitato Al-Qods.
In una delle decisioni storiche al servizio della pace in Palestina, il Marocco è stato il primo paese a firmare un accordo con il Consiglio di Pace per fare parte alla Forza Internazionale di Stabilizzazione di Gaza. La firma di questo accordo è un chiaro esempio dell’impegno di Sua Maestà il Re Mohammed VI nonché Presidente del Comitato Al-Qods, per la pace e la stabilità nella regione del Medio Oriente.
Infatti, su le più Alte Istruzioni del Re Mohammed VI, il ministro delegato incaricato dell’amministrazione della Difesa Nazionale e il ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’estero hanno firmato l’Accordo tra il Marocco e il Consiglio di Pace relativo alla partecipazione del Regno del Marocco alla Forza Internazionale di Stabilizzazione di Gaza.
L’Azione Reale non è mai stata dogmatica, né caratterizzata da due pesi e due misure o rivalità. Storicamente il Marocco ha sempre cercato di trovare soluzioni concrete, apportando contributi concreti e pragmatici, senza mai compromettere la sua posizione costante e di principio a favore della soluzione dei due Stati, che prevede la creazione di uno Stato palestinese fondato sui confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale, vivendo in pace e sicurezza a fianco di Israele.
L’impegno marocchino si concretezza sul campo: dall’inizio della guerra a Gaza, il Re Mohammed VI, ha ordinato l’invio di aiuti umanitari d’urgenza alla popolazione della Striscia di Gaza. Il Marocco è stato l’unico paese nel mondo in grado di fare arrivare gli aiuti direttamente attraverso un percorso terrestre, dimostrando la sua capacità unica di agire sul campo.
Il Regno ha tuttavia dispiegato ospedali militari da campo; trasportato circa 280 tonnellate di aiuti umanitari, comprese 180 tonnellate nel luglio 2025 e altre 100 tonnellate nell’agosto del 2025; e fornito un sostegno finanziario di oltre 2,2 milioni di dollari tramite l’agenzia Bayt Mal Al-Qods.
Durante la riunione inaugurale del Consiglio di Pace, tenutasi a Washington il 19 febbraio 2026, il Marocco si è impegnato, secondo le più Alte Istruzioni Reali, a sostenere gli sforzi del Consiglio di Pace a Gaza, in particolare attraverso:
un contributo finanziario al Consiglio di Pace, dato che il Marocco è stato il primo paese a fornire tale contributo; il dispiegamento di alti Ufficiali già operativi presso lo stato maggiore della Forza Internazionale di Stabilizzazione di Gaza; il dispiegamento di un contingente marocchino, composto in particolare da forze di polizia e di gendarmeria, per formare e sostenere la nuova polizia di Gaza; il dispiegamento di un ospedale da campo militare al servizio della forza e della popolazione di Gaza; l’avvio di un programma di deradicalizzazione e promozione della tolleranza e della convivenza.
Queste azioni si aggiungono al lavoro quotidiano dell’Agenzia Bayt Mal Al-Qods, che lavora instancabilmente per preservare il patrimonio e migliorare le condizioni di vita dei palestinesi a Gerusalemme est. Questa è la via maestra marocchina basata su azioni concrete e percepite dalla popolazione palestinese piuttosto che comunicati e discorsi. Il Marocco ha sempre agito per convinzione e coerenza, non con discorsi senza impegni.
La Forza Internazionale di Stabilizzazione a Gaza autorizzata da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, non è una forza di occupazione e ha un mandato chiaro:
rendere sicura la Striscia di Gaza durante la fase di transizione; proteggere i civili e consentire il ritorno delle famiglie sfollate; formare la nuova polizia palestinese per ristabilire l’ordine pubblico; creare un ambiente sicuro per le operazioni umanitarie e la ricostruzione.
La partecipazione del Marocco a questa forza non è un sostegno ad una parte contro l’altra. È un sostegno alla vita, alla sicurezza dei civili e alla ricostruzione.
La partecipazione del Marocco a questa forza è quindi un atto di coraggio, che mira a raggiungere un cessate il fuoco effettivo e duraturo tanto sperato dalla comunità internazionale. Una fase decisiva che consentirà di passare all’attuazione di altri elementi altrettanto importanti del Piano di Pace del Presidente americano Trump.
Proteggere la vita dei civili è una priorità assoluta. Dall’inizio del conflitto, più di 70.000 palestinesi hanno perso la vita, tra cui oltre 20.000 bambini. Più di due milioni di persone sono state sfollate, mentre il fabbisogno per la ricostruzione è stimato a 53 miliardi di dollari. Di fronte a questa tragedia umana, il Marocco non può restare a guardare. La partecipazione del Marocco alla forza internazionale di stabilizzazione è una risposta concreta all’appello delle popolazioni civili. Si tratta di un atto protettivo. È una mano tesa perché i bambini di Gaza possano tornare a scuola; gli ospedali riaprano e le famiglie tornino alle loro case.
La posizione del Marocco sul Piano di Pace di Gaza è stata chiara: Il Marocco ha espresso grande considerazione per le iniziative sostenute e l’impegno personale del Presidente Donald Trump, che ha contribuito in modo decisivo a raggiungere questo risultato promettente, e accoglie con favore gli sforzi costanti di tutti i mediatori.
Il Marocco, con il suo sovrano, Sua Maestà il Re Mohammed VI, che preside il Comitato Al-Qods, riafferma il suo incrollabile impegno per la soluzione dei due Stati come unica base per la realizzazione di una pace giusta e duratura nella regione.
Questa soluzione implica la creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano entro i confini del 4 giugno 1967, con Al-Qods-Acharif come capitale, inclusa la Striscia di Gaza, che viva fianco a fianco con lo Stato d’Israele in sicurezza e pace.
La leadership marocchina riconosciuta e rispettata nel mondo. Il paese africano è stato il primo paese a firmare l’accordo, così come il primo a contribuire finanziariamente al Consiglio di pace sin dalla sua creazione.
Questa posizione pionieristica non è frutto del caso. Si basa sulla credibilità unica del Marocco: Paese africano, mediterraneo, arabo e musulmano, presidente del Comitato Al-Qods, il Regno ha una legittimità che pochi attori possono rivendicare.
Sua Maestà il Re Mohammed VI gode di una statura morale che ha permesso al Marocco di negoziare corridoi umanitari senza precedenti e coordinare operazioni di portata unica.
Se la pace si costruisca con i fatti, non con le parole, Sua Maestà il Re ha sempre avuto una convinzione: la pace si costruisce da chi è disposto a investirvi, politicamente, finanziariamente e sul campo.
Il Marocco non si limita a fare dichiarazioni, ma agisce. È presente dove le popolazioni soffrono, dove la pace ha bisogno di soldati e medici, non solo di diplomatici.
Oggi, il Marocco firma un accordo per la pace; per risparmiare vite umane; per la dignità dei palestinesi affinché Gaza non sia più un teatro di guerra, ma un cantiere di pace.