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Seneghe: Cabudanne de sos poetas

Il Cabudanne de sos poetas entra nel vivo con un programma sempre più ricco, a Seneghe. Il festival internazionale di poesia organizzato dall’associazione Perda Sonadora, partito il 25 agosto accoglie nell’arco delle dodici giornate fino al 6 settembre oltre 40 ospiti tra appuntamenti di narrativa, cinema, teatro, concerti, musica, rap, proiezioni, dibattiti, mostre, installazioni, laboratori, e la consueta “libreria del Cabudanne” con il suo punto vendita temporaneo allestito nei giorni del festival, curata e gestita da Emmepi Ubik Verbavoglio di Macomer. Ingresso libero per tutte le giornate del festival.

Qui il programma da martedì a giovedì che si intensifica con più appuntamenti la sera tra poesia, narrativa e musica dal vivo, per giungere poi al momento clou nel primo lungo weekend fino al 6 settembre, quando gli appuntamenti si susseguiranno dalla mattina fino a tarda sera tra le vie e la piazza del suggestivo centro storico. Al centro di queste altre tre serate ci sarà ancora una volta il confronto con le realtà del Sud del mondo e del Mediterraneo: un bel viaggio poetico attraverso voci e prospettive differenti per raccontare il presente da angolazioni inedite, seguendo il filo conduttore della XXII edizione “Sguardi meridiani”.

Martedì 1 settembre alle 18.30 alla Domo de sa Poesia arrivano “Le Voci dell’Est”, un incontro dedicato alla poesia bielorussa per dare voce a una letteratura linguistica e tematica che ha tanto da offrire e che merita il riconoscimento a lungo negato. Intervengono Giulia De Florio, ricercatrice e docente di Lingua e Traduzione russa all’Università di Parma, la poeta Nasta Kudasava e Giada Scanu, Università di Bologna.

Il 2 settembre a Prentza de Murone alle 19.00 il faro si accende sulle voci delle donne dall’Africa, invisibili, dimenticate. Antonella Sinopoli, fondatrice del progetto “AfroWomenPoetry” che racconta l’universo femminile nell’Africa che cambia attraverso la voce poetica delle donne, e giornalista impegnata da anni sui temi di Africa sub-sahariana, presenta il suo libro Black sisters. Le donne e la guerra nell’Africa subsahariana, Infinito Edizioni, 2025, in dialogo con Enzo Nucci che ha curato la prefazione. Un’opera che vuole dare visibilità a tutte le donne africane, sia a quelle nei campi profughi o costrette a subire abusi di potere, sia alle eroine silenziate, escluse da una narrazione sempre al maschile, piegate (ma non vinte), violentate, private dei diritti fondamentali. Segue alle 21.30 Federico Crobe in Questa donna è un’isola, tratto da John Donne, Nessun uomo è un’isola, Meditazione XVII, 1624

Il 3 settembre al Campo della Quercia alle 19.00 la serata del Cabudanne inizia con la restituzione al pubblico del laboratorio della “non scuola” del Teatro delle Albe. Attraverso la pratica pedagogica e teatrale il laboratorio quest’anno esplorerà liberamente “La crociata dei bambini”, scritta da Bertolt Brecht nel 1942. Un racconto di un’infanzia orfana e affamata, di bambini rimasti soli, di genitori, di riferimenti, di luoghi, di strade da percorrere. Un viaggio sui legami forti, sugli affetti, sulla solidarietà. Il laboratorio sarà guidato da Laura Redaelli e Cinzia Baccinelli, con la preziosa collaborazione di Pina Di Gennaro di Teatri di Seta e di Luca Mascini, pioniere del rap italiano conosciuto nella scena musicale come Militant A.

Alle 21.30 sempre a Prentza de Murone segue l’incontro Sguardi meridiani. Musiche dal Mediterraneo. La dj, producer e pioniera della techno palestinese Sama’ Abdulhadi, conosciuta e amata anche sulla scena internazionale, simbolo di resistenza e attivismo, nei suoi set esplora, con la cassa dritta elettronica e le complesse sonorità mediorientali, il Mediterraneocome spazio liquido di contaminazione artistica e storie condivise, e unisce le persone in una sorta di “dance floor della liberazione”, un potente strumento di scambio, resistenza e dialogo. Nata in Palestina, Sama’ non separa il suo percorso musicale dalla sua identità, e la sua musica è considerata un vero e proprio ponte culturale. L’artista palestinese dialogherà con Chiara Nelsen e Francesca Albanese.

Alle 23.00 l’appuntamento con la musica live del Cabudanne, ovvero come vuole la lunga tradizione del festival, con i concerti della buonanotte, è con I Wet Dogs e Sama’ AbdulHadi.

I Wet Dogs, sono un duo alternative rock di Brescia, formato da Simone Sandrini (chitarra e voce) e Giacomo “Spillo” Livraga (batteria). Rock, punk e grunge, con influenze Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, il Teatro degli Orrori, testi in italiano e un’idea chiara di musica indipendente.

Dai palchi di Coachella e Glastonbury giungerà al palco del Cabudanne la techno potente con influenze mediorentali del live di Sama’ AbdulHadi, dj palestinese tra le più influenti della scena internazionale e attivista culturale. Nata in Palestina e cresciuta tra Francia e Giordania, porta la sua musica nel mondo come ponte tra le radici culturali e le sonorità globali della scena elettronica.

Il Cabudanne de sos poetas, proseguirà poi tutti i giorni fino al 6 settembre, con appuntamenti distribuiti dalla mattina alla sera tarda da venerdì a domenica.

Resto a disposizione per eventuali richieste di interviste all’organizzazione Perda Sonadora e/o agli autori, previa loro disponibilità.

 

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