
Il ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero ha apportato, in un comunicato pubblicato giovedì 10 settembre 2026, delle precisazioni sugli ultimi sviluppi nelle relazioni tra Marocco e Spagna.
In questo comunicato, il ministero ha voluto sottolineare, prima di tutto, che il Regno del Marocco ha scelto sovranamente di iscriversi, con il Regno di Spagna, in una relazione di buon vicinato geografico, di intesa politica, di partenariato economico e cooperazione nel settore della sicurezza.
Questo orientamento, prosegue il comunicato, ha trovato la sua espressione più completa nella Dichiarazione congiunta del 7 aprile 2022, al termine dell’incontro tra Sua Maestà il Re Mohammed VI, che Dio lo assiste, e il Presidente del governo spagnolo, Sua Eccellenza Signor Pedro Sanchez.
La suddetta Dichiarazione, si ricorda, ha consacrato una nuova tappa nelle relazioni, sulla base dei principi essenziali del rispetto reciproco, della fiducia reciproca, del dialogo permanente e dell’ambizione per un partenariato reciprocamente vantaggioso.
Il ministero ha precisato, in secondo luogo, che è grazie a questo approccio che i due paesi sono riusciti a coltivare con volontarismo ciò che li unisce, e a circoscrivere le loro divergenze per trattarle con serenità e rispetto, lontano da ogni velleità di fatto compiuto.
Sono stati così ottenuti risultati tangibili, in particolare a livello economico (la Spagna è il primo partner economico del Marocco; il Regno del Marocco è il secondo partner commerciale della Spagna al di fuori dell’Unione europea), e di cooperazione in materia di sicurezza (sono state salvate vite e smantellate reti terroristiche e criminali, spesso a costo di danni umani e materiali subiti dalle forze marocchine).
In terzo luogo, il ministero ha sottolineato che la cooperazione migratoria è sempre stata coordinata ed efficiente, aggiungendo che i deplorevoli eventi dello scorso luglio necessitano certamente un esame approfondito per definire le loro circostanze, identificare le ingerenze, denunciare le manipolazioni e, soprattutto, garantire che non si riproducano più.
Ora, lungi da qualsiasi polemica o retorica, il buon senso e il discorso della verità esigono di porsi domande dirette: Perché mantenere la requisitoria contro il Marocco, quando nessun dato, fatto o rapporto stabilisce alcun coinvolgimento delle autorità marocchine?
Perché i migranti illegali non sono stati respinti, anche se il governo marocchino si è ufficialmente impegnato a riammetterli?
Perché i minori non accompagnati sono mantenuti lontani dalle loro famiglie, quando il Marocco ha chiesto urgentemente il loro ritorno? si interroga il ministero, affermando che la risposta a queste domande non va cercata in Marocco, ma presso gli attori spagnoli interessati.
In quarto luogo, si aggiunge che il Marocco deplora il fatto che alcuni ambienti politici e mediatici spagnoli persistono a strumentalizzare il Regno del Marocco nell’ambito di un’agenda interna, constatando che è particolarmente sconfortante che partiti storici – pur essendo esperti nella gestione di governo – siano potuti cadere in questo pantano dove una competizione populista e irragionevole prevale sul buon senso.
Allo stesso modo, è deplorevole che onorevoli istituzioni legislative e giudiziarie commettano errori attraverso iniziative infelici che seminano discordia.
Il ministero deplora che questi eccessi, in cui il discernimento cede il passo al pensiero semplicistico e l’analisi oggettiva alla requisitoria, facciano parte di una strategia basata sulla paura, dannosa per tutti.
In quinto luogo, prosegue il documento, il Regno del Marocco si rifiuta di essere un fondo di commercio pre-elettorale e non accetta più di essere il capro espiatorio per una resa dei conti politica.
La vicinanza geografica è un dato immutabile. Sono i politici che, con il loro coraggio e la loro lungimiranza, ne fanno un vantaggio per il futuro, sostiene il ministero, concludendo che la cecità strategica trasformerà questo capitale in fonte di sfiducia cronica e di tensioni ricorrenti.