Sclerosi Multipla: da Praga una conferma per il metodo Zamboni

ricercaSi è svolto a Praga la scorsa settimana il Meeting europeo della prestigiosa Unione Internazionale di Flebologia, alla presenza del gotha dei medici del settore.

Un gruppo di ricerca guidato dal Dr. Grozdinski e dal Dr. Petrov dell’Ospedale Tokuda di Sofia ha presentato i primi risultati di un interessante studio che ha confermato la correlazione tra la sclerosi multipla (SM) e l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) scoperta dall’italiano prof. Paolo Zamboni, Direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara.

Il team bulgaro ha effettuato l’esame ecocolordoppler in 50 pazienti sani ed in 500 pazienti con sclerosi multipla. Nei pazienti trovati positivi alla CCSVI è stata quindi effettuata una venografia con successivo trattamento endovascolare nel caso di diagnosi di stenosi.
Nell’8% dei pazienti sani è stata diagnosticata la CCSVI che invece è stata trovata nel 92% ( ! ) dei pazienti con sclerosi multipla.
Nei pazienti a cui è stata diagnosticata la CCSVI, con la successiva venografia sono state individuate stenosi alle vene giugulari nell’85,4% dei casi e alla vena azygos nel 73,5%. Questi dati hanno dunque confermato la correlazione tra la CCSVI e la SM.
Sono stati successivamente sottoposti a trattamento endovascolare 461 pazienti, per un totale di 1112 lesioni alle vene giugulari interne e alla vena azygos.
L’81% dei pazienti ha ottenuto immediati miglioramenti clinici mentre il 60% ha ottenuto dei miglioramenti successivi. L’indice medio di disabilità (EDSS) è migliorato dal 5.2 al 4.7%.
Al termine dello studio secondo gli autori utilizzando l’ecocolordoppler e la venografia è stata trovata un’alta frequenza di CCSVI nei pazienti con sclerosi multipla. Sono stati riscontrati miglioramenti clinici dopo la terapia endovascolare.

Si tratta dunque di dati che fanno ben sperare per il futuro della ricerca di una malattia estremamente invalidante come la sclerosi multipla, che colpisce soprattutto persone giovani tra i 20 e i 40 anni, nel pieno delle loro attività e con maggiore incidenza tra le donne.

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