Italia

Scuola: incostituzionale il ridimensionamento. Tutto da rifare

Scuola, una marea di ricorsi si prevedono per l’estate 2012.

La Corte Costituzionale ha bocciato la norma sul dimensionamento scolastico, quella proposta dal governo Berlusconi che prevedeva l’obbligo di accorpamento in istituti comprensivi delle scuole dell’infanzia, elementari e medie: per acquisire l’autonomia “devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ma ne bastano 500 “per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche”.


La norma con decorrenza da settembre scorso ha causato innumerevoli disagi ma anche manifestazioni e quanto altro, intanto i ragazzi hanno viaggiato ed i professori hanno perso cattedre e alunni. Duemila scuole morte.Intanto però alcune regioni, Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria, Sicilia, Puglia e Basilicata avevano fatto ricorso alla Corte Costituzionale e i giudici hanno accolto la loro richiesta: con la sentenza 147 del 2012 il presidente Alfonso Quaranta ed il giudice redattore Sergio Mattarella hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale di una parte dell’articolo 19, comma 4 del decreto legge 98 del 2011.

Il dimensionamento è incostituzionale. La Corte Costituzionale scrive anche è “costituzionalmente illegittimo” motivandolo con la  violazione dell’articolo 117, terzo comma della Costituzione (“essendo una norma di dettaglio dettata in un ambito di competenza concorrente”.

Sulla materia scuola, la competenza esclusiva è delle Regioni e non del Governo centrale.

Il primo sindacato che annuncia ricorsi è l’Anief che si apprende, partirà con una battaglia fatta di ricorsi e manifestazioni contro  tutti i decreti regionali che hanno determinato cancellazioni e accorpamenti delle scuole.

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