Italia

Siria: IDV aderisce alla veglia del Papa Francesco.

Scuola, Lai (idv): Nel programma di Centrosinistra una seria lotta contro la dispersione scolastica e per il diritto allo studioPALOMBA LANCIA L’IDEA DI UNA GRANDE MANIFESTAZIONE PER LA PACE ANCHE IN SARDEGNA

Cagliari, 4 settembre 2013 – «La politica regionale dovrebbe elevarsi al di sopra di un fastidioso provincialismo per guardare alle grandi questioni dell’umanità mondiale, senza avvitarsi su se stessa e su scontri di potere tra persone e correnti o cordate». Lo afferma il segretario regionale dell’Italia dei Valori Federico Palomba, responsabile nazionale Giustizia del partito, in merito al rischio di un possibile conflitto armato esterno nella Siria. «Questo conflitto coinvolge questioni di etica planetaria sulle quali Papa Francesco ha espresso chiaramente la sua preoccupazione – afferma Palomba -. L’Italia dei Valori ha già detto, per bocca del suo segretario  nazionale Ignazio Messina, che aderisce alla veglia per la pace indetta del SommoPontefice. L’IDV sarda, partito federalista che fa suoi gli aspetti identitari, conferma questa scelta – aggiunge il segretario IDV – e se vi sarà un analogo evento in Sardegna, cosa che auspichiamo vivamente, vi parteciperà con grandissima convinzione, al di là dell’appartenenza ad essa di credenti/praticanti e di laici e nella conferma della laicità dello Stato. IDV – prosegue Palomba – ritiene così di interpretare anche il sentimento dei sardi, per loro natura cosmopoliti e proiettati in una dimensione globale di pace fondata sui valori dell’umanità. Non é necessario essere credenti per essere profeti, cioè uomini capaci di anticipare la liberazione dell’uomo nella storia, per dirla con Arturo Paoli – continua Palomba -. Mi chiedo se questo non avrebbe potuto essere terreno di intervento anche per chi si richiama a principi sovranisti o indipendentisti, che suppongono -se non una politica estera- quanto meno la capacità di individuare una collocazione della Sardegna e della sua cultura sulle grandi questioni che profondamente agitano il nostro unico pianeta».

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