Italia

Brescia, 28 maggio 1974, ore 10.12 La strage senza colpevoli

28 di maggio 1974. Piazza della Loggia. Una bomba nascosta in un cestino di rifiuti esplode. A Brescia ed è Strage. In piazza della Loggia era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista.

Sul palco si alternavano Franco Castezzati della CISL, Adelio Terraroli del PCI ed il segretario della camera del lavoro di Brescia Gianni Pannella. Ore 10.12.Il boato, la strage. Nella strage muoiono 8 persone e 102 rimangono ferite. Una bomba “nera”.

30 anni di continua istruttori. Un continuo “rimpallo”, silenzi, misteri, assoluzioni.Una certezza sembra esserci quelle morti e quei feriti sono stati causati dallo stragismo nero e dai servizi segreti deviati.

Peccato però che gli anni corrono e trovare il colpevole diventa impossibile. Tra i grandi indiziati appare Delfo Zorzi il grande accusato, negli anni è diventato cittadino giapponese, non estradabile, ha persino un nuovo nome, Hagen Roi.E’ nel maggio 2008 che vengono rinviati a giudizio Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino e Giovanni Maifredi.

Tutti nomi di spicco dell’estremismo di destra, infatti come è ormai storia , Zorzi Maggi e Tramonte militavano in Ordine Nuovo, gruppo marcatamente neofascita fondato dal Rauti, la formazione politica verrà scolta nel 1973 per ordine del ministro degli interni dell’epoca, Taviani, che ne vede la ricostruzione del disciolto partido fascista, il Delfino era invece un ex generale dei carabinieri, all’epoca dei fatti capitano del nucleo investigativo di Brescia. E dè solo nel 2010 che tutti gli imputati vengono accusati di concorso in strage per tutti gli imputati, solo per Rauti verrà chiesta l’assoluzione per insufficienza di prove seppure verrà riconosciuto mandante morale della strage. Ed è sempre nel 2010 che la Corte di Assise emette una sentenza di primo grado con la piena assoluzione di tutti gli imputati.

Una triste pagina di storia italiana . Una bomba “nera” che negli anni resta nella memoria di pochi. Intanto però ad aprile 2012, ennesima svolta.

I giudici della Corte d’assise d’appello di Brescia, dopo quattro giorni di camera di consiglio, assolvono l’ex ispettore di Ordine nuovo per il Triveneto, il medico veneziano Carlo Maria Maggi; dell’ex ordinovista (e ora imprenditore in Giappone) Delfo Zorzi; di Maurizio Tramonte, ex collaboratore del Sid, e del generale dei carabinieri Francesco Delfino.

Delfino, si ricorda, nei giorni dell’eccidio capitano era il comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri di Brescia e è stato accusato di aver saputo della strage imminente e di averla assecondata. Per loro il procuratore Roberto di Martino e il pm Francesco Piantoni avevano chiesto l’ergastolo. E’ stato previsto l’ennesimo ricorso in Cassazione.

Nella strage muoiono 8 persone e ben 108 restano ferite. Perdono la vita in piazza della Loggia Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, insegnante; Livia Bottardi Milani, 32, insegnante; Euplo Natali, 69, pensionato; Luigi Pinto, 25, insegnante; Bartolomeo Talenti, 56, operaio; Alberto Trebeschi, 37, insegnante; Clementina Calzari Trebeschi, 31, insegnante, e Vittorio Zambarda, 60, operaio.

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