
La dottrina della reincarnazione è patrimonio di fede dell’Oriente: scopo delle molte vite sarebbe quello di purificarsi e fare esperienze ai fini dell’evoluzione e secondo le leggi del Karma. Anche l’Occidente oggi si interessa alla trasmigrazione delle anime e, con, il suo spirito indagatore, va alla ricerca di indizi che la confermano e la casistica,ormai vastissima, è stata raccolta non soltanto in India e nei paesi in cui si crede nella reincarnazione, ma un pò in tutto il mondo.
Come si spiegano questi fatti?
Veramente non si vive una volta sola ma tante?
Le diverse vite previste dalla dottrina della reincarnazione sono regolate dalla
Reincarnazione e Karma sono quindi due concetti strettamente collegati e tra le molte dottrine che hanno alleggerito il fardello degli uomini, quella della Reincarnazione è certamente la più efficace. Non solo essa spiega perchè si può nascere in mezzo al lusso o in estrema povertà, ma ci fornisce la certezza che gli uomini raccolgono oggi quello che hanno seminato nel passato, cosa che evidentemente vale anche per il futuro in relazione alla vita presente.
Quando si sente parlare per la prima volta della Reincarnazione, naturalmente si suppone si tratti di una dottrina esclusivamente indiana, poichè è risaputo che Induismo e Buddhismo la hanno come fondamento, tuttavia le sue origini non vanno ricercate esclusivamente in questi ambiti, ma ne possiamo trovare tracce fra gli aborigeni della lontana Australia, come pure sappiamo che veniva insegnata dai Druidi dell’antica Gallia di Giulio Cesare. Anche i filosofi greci, non ultimo Platone con la metempsicosi delle anime, parlavano di Reincarnazione, come pure il Cristianesimo e, nella tradizione ebraica, il Talmud cita diversi casi di Reincarnazione.
C’è comunque un’obiezione che può logicamente contrapporsi al ciclo delle vite; l’obiezione consiste nella domanda “Come mai non ricordiamo le altre vite?” In risposta potremo dire che questa memoria esula dal termine stesso, mentre più si accosta alle reazioni, inclinazioni, avversioni che ognuno prova e sente in maniera inspiegabile. Un esempio che ci può soccorrere in questa riflessione è ad esempio l’innamoramento a prima vista, che vale anche per il caso di un particolare rapporto di amicizia.
Non diverso è quella sensazione di avversione reciproca inspiegabile che non è tanto rara nella vita degli uomini. A chi non è capitato di incontrare per la prima volta un’altra persona e sentire dentro di sè, come d’altra parte sente l’altro, un senso di avversione reciproca, non dovuta al gesto esteriore, ma ad una forza interiore e di intuizione? Anche in questo caso la Reincarnazione ci offre la soluzione, con il fatto che, nelle vite passate, la medesima persona ci ha procurato un grande dispiacere.
Che dire poi della figura del genio in qualsiasi arte o scienza? Come poteva Beethoven ed altri come lui, appropriarsi dello strumento e delle noti musicali sin dalla più tenera età? La Reincarnazione ci insegna che queste non sono altro che anime che da tante vite hanno fatto del loro strumento, della loro scienza un punto cardine dei loro studio. Sono anime che hanno vissuto tante, tante passate esistenze, le anime ricordano le esperienze, gli studi, le passioni,le inclinazioni.
Oggi, la prova obiettiva a favore della reincarnazione proviene dalla
regressione a vite precedenti, dal ricordo spontaneo di esistenze precedenti e dalla recente trascrizione di alcuni testi in sanscrito. Nella regressione a vite precedenti in effetti alcune persone riferiscono accurati dettagli storici delle loro esistenze passate, vissute a volte in un altro paese, e in generale in un secolo diverso. Qualche volta queste persone parlano in una lingua che non conoscono, o mostrano di sapere cose che non hanno mai imparata. Molte volte ci capita di essere in un luogo e riconoscerlo, o di saperne descrivere i particolari anche non avendo avuto la possibilità in questa vita, di esserci già stato.