Mediterranews

Luka Modrić e il mega progetto da 3 miliardi in Croazia

C’è un confine sottile, quasi invisibile, tra il frastuono agonistico dei grandi stadi europei e il silenzio assoluto dell’esclusività mediterranea. Un confine che Luka Modrić, regista inesauribile del centrocampo rossonero e icona del calcio mondiale, ha deciso di varcare puntando lo sguardo verso la sua terra d’origine. Non si tratta del solito capriccio da milionario, ma della genesi di uno dei progetti di sviluppo turistico e immobiliare più imponenti, e per certi versi sbalorditivi, dell’intera Europa.

Il pallone d’oro e il richiamo della pietra

Siamo in Croazia, lungo la Riviera di Dubrovnik. Qui, su un’area che si estende per tre milioni di metri quadrati – un’estensione grande quasi il doppio del Principato di Monaco – sta prendendo forma il progetto noto finora come Dubrovnik Three Sisters. Ed è qui che Modrić ha deciso di edificare il suo personale buen retiro, affidandosi allo studio spagnolo ARK Architects.

Ogni volta che vengo qui, vedo quanto è stato fatto. Ciò che mi colpisce di più è il ritmo e la serietà dei lavori stradali e infrastrutturali; è questa la base su cui si costruirà tutto il resto, ha confidato il fuoriclasse croato visitando i cantieri. Una scelta, la sua, maturata nel tempo, osservando le dimore dei colleghi a Madrid: Ho sempre amato il loro lavoro e il loro approccio all’architettura, quindi quando è arrivato il momento di progettare la mia villa in Croazia, ho saputo subito che li avrei voluti.

Diciannove anni di burocrazia per un’utopia mediterranea

Dietro le quinte di questo colosso di pietra e natura c’è Vicenco Blagaić, il proprietario del progetto. La sua non è solo un’operazione finanziaria, ma una vera e propria maratona burocratica e ingegneristica.

Alle nostre spalle ci sono diciannove anni di lavoro per preparare il progetto, risolvere le questioni di proprietà e legali, far approvare tutti i piani urbanistici e ottenere i primi permessi di costruzione, ha spiegato Blagaić.

E ora che le scartoffie hanno lasciato il posto alle ruspe, la visione si fa materia. L’imponente arteria di accesso, lunga oltre cinque chilometri e finanziata interamente con fondi privati per 15 milioni di euro, non sarà una semplice lingua di asfalto. Grazie a un ulteriore investimento di 5 milioni e alla visione della landscape architect Amélie Outrequin, si trasformerà in un lussureggiante arboreto mediterraneo, popolato da alberi secolari fatti arrivare da venti diversi vivai europei.

Meno cemento, più esclusività: la nuova grammatica del lusso

Ciò che rende politicamente e urbanisticamente affascinante questo progetto è il repentino cambio di paradigma rispetto alle speculazioni edilizie del passato. Il lusso contemporaneo, quello vero, esige spazio e respiro.

L’intuizione del promotore, supportata dai grandi marchi dell’ospitalità mondiale, è stata quella di operare per sottrazione. Le ville di marca previste sono passate da 221 a sole 130 unità. Anche i posti barca della marina sono stati quasi dimezzati, scendendo da 400 a 220. Si costruisce meno per offrire molto di più, mantenendo indici di copertura edilizia bassissimi e limitando l’altezza delle strutture per fonderle nel paesaggio naturale.

La prima fase, dal valore di 350 milioni di euro, è una sinfonia di firme dell’architettura internazionale. Manuel Jesús Ruiz Moriche di ARK Architects, scelto da Modrić, lavora accanto a talenti come Fran Silvestre, che firmerà la dimora più maestosa. Shaun Killa, i creativi di Elastic Architects (per l’hotel e il villaggio Nammos), Clint Nagata e luminari croati come Tomislav Alujević e Dean Skira per il design dell’illuminazione, stanno tutti contribuendo a scolpire questo nuovo Eden.

Con i costi di costruzione impennati a causa dell’inflazione e di standard qualitativi sempre più severi, il valore della sola area Three Sisters sfonda ormai i 2 miliardi di euro, superando quota 3 miliardi se si considerano gli investimenti correlati come gli studi cinematografici e le infrastrutture aeroportuali. Un’opera monumentale che promette di riscrivere le regole dell’alta gamma, dimostrando che il lusso, quando è guidato dalla visione, sa rispettare la terra su cui poggia.

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