
il più avvilente e desolante squallore”
“Mi manchi tanto amico caro davvero/e tante cose son rimaste da dire/ascolta sempre e solo musica vera/e cerca sempre se puoi di capire”
Ma Lucio Battisti è entrato nella storia della vita quotidiana di tutti i giorni, con il suo stile musicale inconfondibile, le sue melodie orecchiabili e facili da ripetere nelle serate tra amici con una chitarra ed un pò di giovanile euforia, oppure per esercitare dita e corde da studenti di musica pop ma anche perchè no per accompagnare le giornate uggiose e quelle con i fiocchi rosa, persi tra carrelli della spesa e quotidiana routine. O, davanti a quel caffè, che fa pensare tanto a “te” che non ci sei, mentre nell’aria passa Francesca, ma non è lei, perchè non avrebbe mai indosso un abito rosso, forse è Anna. Le mille storie di cuore, i sentimenti veri e sparsi di chi vive la quotidianità, e poi quella confusione che altro non è che amore, amore possibile, amore impossibile, sensazioni ed emozioni giuste e chiare come l’acqua, quella azzurra, o , tiepida e giovane come quei fiori rosa di pesco.
Lucio però non c’è più, Lucio timido ed introverso, colui che mai ha amato rivelarsi alla stampa, uomo d’arte e di campagna, oggi continua a vivere negli ipod di tutta Italia e non solo.
“Son diventato se il tramonto di sera/e parlo come le foglie d’aprile/e vivrò dentro ad ogni voce sincera/e con gli uccelli vivo il canto sottile/e il mio discorso più bello e più denso/esprime con il silenzio il suo senso”