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Costa Concordia: speciale! Katia Keyvanian: il naufragio vissuto da una Guest Service Manager

Katia KeyvanianSeguendo il caso della Costa Concordia ci  imbattiamo in alcuni commenti sparsi nell’immenso mare della rete, è una sorta di sos per la verità, tra tutti spicca uno, che, verificato risulta appartenere realmente ad una delle  Guest Service Manager, lei è Katia Keyvanian. 

Vuole raccontare al mondo la sua verità e lo fa attraverso dei messaggi nel notissimo socialnetwork FB ed in altri spazi, Katia anche lei, vuole denunciare la cattiva gestione delle informazioni.
“Scrivo solo due righe, perchè ho un treno da prendere per tornare a casa! Purtroppo non ho il name tag, perchè l’ho perso in mare, assieme alla macchina fotografica!!
Sono imbarcata sulla Costa Concordia il 13 Gennaio, a Civitavecchia, solo poche ore prima del naufragio.
Vorrei tanto essere invitata dai vari Giletti, Mentana, Vinci, e da tutti gli altri giornalisti, che senza cognizione di causa , senza aver verificato le loro fonti, scrivono e dicono un sacco di idiozie!
Vorrei poter rispondere, alla marea di falsità che sono state dette. Per il momento ne dico solo una, poi, quando potrò scriverò di piu’.
Noi SULLA COSTA CONCORDIA Abbiamo evacuato, al buio, con la nave piegata su un fianco 4000 persone in meno di due ore!!!
Gli incompetenti non sono in grado di fare questo.”


Secondo Katia il Comandante non è sceso per prima. Così si legge in un suo testo ” Io ero su una lancia che mentre si allontanava, stava per essere schiacciata dai paranchi della nave che affondava e stava per sfondare il tetto della nostra lancia. Abbiamo tirato su in lancia molti ospiti che erano finiti in mare, e mentre spogliavamo una ragazza bagnata per coprirla con la coperta termica, un ospite ci faceva un filmino con il telefonino!!! “

 Poi racconta sempre Katia:” abbiamo lanciato un salvagente in mare, e mentre tiravamo su un passeggero, io con la corda legata al polso per fare forza, c’era su un signore che faceva delle foto!! “Il racconto continua con scene che certo nessuno ha ancora raccontato, passeggeri che filmano, altri che usano i telefonini, e  persino chi fuma, ecco in merito cosa scrive Katia: ” mentre ero inclinata a fare uscire le persone che spingevano e urlavano, poco alla volta nelle lancie, un uomo grande e grosso- ( passeggero) – accendeva la sigaretta…. , quando gli ho chiesto “ma che sta facendo, fuma in questo stato, inclinati, al buio, con il carburante che potrebbe uscire!!”
la risposta è stata “mi serve per lo stress”!!!! “

Poi continua, “ho poche cose da aggiungere, prima di perdere il treno……… Noi ci siamo adoperati per gli ospiti, per salvarli e portarli in sicurezza….. se sono salvi è merito solo nostro, di tutto l’equipaggio, che ha fatto di tutto.


Non vogliamo essere ringraziati, NO, abbiamo fatto solo il nostro dovere, ma non vogliamo nemmeno sentire tutte le bugie, le menzogne, tanto per fare lo scoop, o per fare una trasmissione. ” Per Katia, tutte le persone salvate sono state portate a terra da una situazione di emergenza difficile, al buio, inclinati ma sono giunti a terra sani e salvi, (almeno il 90% di essi) e non certo “sono scesi loro da soli in spiaggia con il secchiello, la paletta e le formine” sottolinea poi Katia: “li abbiamo portati noi”.  Infine Katia ringrazia un pò tutti così dicendo ”
Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli abitanti dell’isola del Giglio, anche il sindaco, che è salito a bordo a verificare la situazione,
(non sapendo chi fosse lo avevo ripreso perchè non aveva il giubbotto!) ringrazio tutti gli abitanti dell’isola che si sono adoperati per tutti noi, dandoci le loro coperte colorate, fatte all’uncinetto, caricandoci le batterie per il cellulare, e tanto altro.
Grazie a tutti loro. “

 

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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