Terrorismo: arrestato marocchino probabile jihadista, progettava attentato contro Sinagoga di Milano
Ancora terrorismo internazionale, stamane è stato arrestato un cittadino marocchino, J. M., di 20 anni, destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenuto coinvolto in attività di addestramento all’uso di armi e di esplosivi per finalità di terrorismo. L’operazione ha visto coinvolte la Procura Distrettuale di Cagliari, il Servizio Centrale Antiterrorismo della Dcpp/Ucigos e gli uomini della Digos delle Questure di Cagliari e Brescia. Le indagini hanno permesso di scoprire che il giovane, che vive in provincia di Brescia dall’età di 6 anni. Esperti informatici dei nuclei antiterrorismo hanno osservato le attività di alcuni siti web tematiche jihadiste ed hanno scoperto il particolare interesse del giovane. Le misure restrittive nei confronti del cittadino marocchino si sono rese necessarie anche perche’, di recente, sono stati acquisiti ”preoccupanti elementi su una progettualità terroristica”, ci sarebbe stata una missione jihad, come lo stesso indagato ha confidato in un messaggio intercettato, l’uomo poi aveva dimostrato particolare interesse contro ‘obiettivi sensibili’.
Tra questi, spicca per importanza un reperto sequestrato dagli investigatori della Digos di Brescia relativo ad un dettagliato ”sopralluogo virtuale” della sinagoga di Via della Guastalla a Milano. Il giovane poi aveva alcuni documenti sul ed una meticolosa analisi sulle misure di sicurezza adottate a salvaguardia del tempio ebraico di Milano (personale di polizia, manufatti interdittivi, possibili vie di accesso). Le indagini continuano anche in ambito internazionale in stretto raccordo con le autorità di Polizia statunitensi e britanniche che stanno conducendo indagini parallele a quella coordinata dalla Dcpp/Ucigos. Per quanto accertato finora, infatti, gli internauti in contatto con l’arrestato sono perlopiu’ presenti all’estero. In questo quadro, contestualmente all’arresto operato oggi a Brescia, la Metropolitan Police di Londra ha posto in stato di fermo una donna risultata in contatto con il giovane marocchino.

