
Secondo la ECDC, il centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (ECDC) che assieme all’ Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) a lanciato l’allarme, le indagini sono tutt’ora in corso. Basti ricordare che già nel 2009/2010, un’epidemia di antrace ha coinvolto 124 di stupefacenti per via parenterale nel Regno Unito (Inghilterra e Scozia con cinque e 119 casi rispettivamente) e Germania (tre casi).
A questo punto, le conclusioni della valutazione rapida del rischio da parte dell’ECDC/OEDT rimangono valide, come il rischio di esposizione all’eroina contaminata per le persone che si iniettano droghe persiste e la contaminazione accidentale è la spiegazione più plausibile.
Le stesse agenzie hanno dichiarato, inoltre, che ulteriori infezioni tra persone che si iniettano la droga non possono essere escluse.
Si invita, quindi, alla massima attenzione e prudenza non solo i tossicodipendenti ma tutte le strutture sanitarie a partire dai centri di primo intervento al fine di una pronta diagnosi dell’infezione, spesso dimostratasi letale.
Giovanni D’AGATA