Editoriali

Lo Spread: avarizia ed usura

Mario Monti: le banche, i poteri forti e la corsa dello SpreadLo spread aumenta a dismisura nel nostro e in tanti altri paesi: è questo il rischio finanziario associato all’investimento nei titoli, cioè al recupero del credito da parte del creditore in primis lo Stato.Secondo alcuni alla base della tremenda crisi economica che da tanti anni ci affligge sono da considerare le trame segrete di molti speculatori internazionali, il cui guadagno si accentua con il mutare continuo delle fortune economiche di molti paesi, di vari gruppi di imprese, famiglie e poi singoli uomini.

Mi viene in mente quel mare di pietre ruotanti che come Scilla e Cariddi tormentano nei loro moti continui, nei flussi e riflussi, il suolo e gli spettri del quarto cerchio d’inferno, dentro il Poema di Dante.Gli avari e i prodighi — gli ossessionati da quella medesima febbre di avere denaro per accumularlo e per spenderlo in cose innecessarie — sono difatti legati ad un moto bestiale, irrazionale. Comunque, almeno agiscono: nel lavorare continuamente, compulsivamente per accumulare, o nel cercare ogni occasione possibile per soddisfare e magari giustificare impossibilmente la voglia di acquisti. Peggio di loro son quelli che Dante chiama usurai: quelli che non fanno nulla e che solo si specializzano nello scambiare il denaro, nel darlo per interesse, nell’amministrarlo per speculazioni e, essenzialmente, nel fare scorrere il tempo, nell’aspettare, nel vendere e guadagnare intorno al valore del tempo. I prestatori e banchieri e speculatori — secondo il punto di vista della Divina Commedia — son peccatori contro natura e contro Dio, che è poi il principio creatore e il motore di tutte le cose più naturali. Vendono il tempo, quello che è solo un patrimonio divino e che non possiamo pretendere orgogliosamente e stupidamente di controllare; perché in realtà noi ne siamo soltanto dei temporanei custodi, e non sappiamo quanto ne avremo a disposizione per dare un senso profondo alle nostre vite. Poi gli usurai non lavorano: no, non producono nulla di sostanziale, nel corpo o nella mente.

Quale è lo scopo di questo umano passaggio su questa terra? Il nostro compito primo da quando siamo stati cacciati dal grande giardino — giardino dell’Eden e della gioia iniziale — è quello di lavorare concretamente per sviluppare progetti col corpo e con i pensieri, per noi e per la nostra città, per il mondo. Ma cosa fanno coloro che solo si ingegnano a far fruttare il denaro?… chi sono?… Nel Medioevo qualcuno credeva che le monete fossero sterco del diavolo.

Marino Alberto Balducci

Tag

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close