Italia

Pescara Guardia di Finanza smaschera mega truffa internazionale Indagati 47 professionistri ed imprenditori

Una maxi evasione fiscale internazionale messa in atto da un gruppo di aziende è stato smascherato dalla Guardia di Finanza a seguito di un lavoro messo in atto in circa due anni dai militari del Nucleo di polizia tributaria.

Tra gli indagati, colpiti dal sequestro di immobili, aziende e conti correnti per 36 milioni di euro, figurano nomi noti a livello nazionale operanti nei piu’ disparati settori, dall’ alimentare, allo sport e persino il settore pornografico. Indagati  47 tra professionisti e imprenditori le cui aziende risiedono in Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise e Puglia.


Il sistema fraudolento era stato messo in piedi da un affermato professionista pescarese, esperto di fiscalita’ internazionale con studio in citta’.  Il tributarista aveva stabilito contatti con numerose aziende italiane per cui agiva nel ruolo di ideatore e anche in quello di collegamento tra le imprese italiane e quelle con falsa sede a Madeira per cui curava tutti gli aspetti fiscali ed amministrativi grazie anche al supporto professionale di un avvocato italiano. Nella sua duplice veste, rivelano le Fiamme Gialle, ”il fiscalista prima facilitava la costituzione di fantomatiche societa’ estere nell’isola a fiscalita’ agevolata (guarda caso, tutte aventi sede nel medesimo indirizzo portoghese) e, successivamente, agli stessi imprenditori italiani, effettivi titolari delle imprese ‘estere’, suggeriva di fatturare inesistenti operazioni commerciali con il fine di ridurre il proprio carico fiscale in Italia. Ovviamente il sistema era vantaggioso per tutti e agli imprenditori evasori non ”pesava piu’ di tanto”, viste le somme sottratte al fisco italiano, dover riconoscere al professionista sostanziose percentuali stabilite in ragione degli importi delle false operazioni”.

L’operazione è stata portata a termine grazie alle migliaia di e-mail spedite dal professionista e recuperate dai finanzieri nei computer sequestrati. L’indagatoe dovrà rispondere degli oltre 5 milioni di compensi illeciti, mai dichiarati.

 

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