
Parliamo della CCSVI(Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale) e Sclerosi Multipla.
La prima è una patologia venosa scoperta dal Prof. Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara, un’insufficienza venosa che si cura tramite angioplastica dilatativa, più comunemente conosciuta come intervento di PTA.
La seconda invece, (sicuramente più conosciuta)è una malattia che colpisce 65000 persone in tutta Italia che va ad interessare il sistema nervoso centrale costringendo i pazienti ad una progressione spesso invalidante.
La Sclerosi Multipla colpisce uomini e donne, maggiormente queste ultime, dai 14 ai 65 anni e ad oggi non esiste cura se non tramite farmaci sperimentali e palliativi.
La discussione ha riguardato quella che potrebbe essere la correlazione tra le due patologie; in pratica, alcuni dei sintomi che si credevano appartenere alla SM sembrerebbero, invece, causati dalla CCSVI.
A questa deduzione c’è però un dibattito scientifico che vede coinvolti la Società di Neurologia Italiana, l’Associazione AISM(al momento quella più antica nel seguire la SM e sostenuta dalla Fondazione FISM), le Associazioni che seguono la CCSVI ed ovviamente lo scopritore della CCSVI.
Per saperne di più, hanno quindi deciso di intervistare la sig.ra Celeste Covino, una paziente affetta da entrambe le patologie e che ha dedicato la sua esperienza in merito costituendo l’Associazione CCSVI-Campania Onlus, realtà indipendente no-profit, che segue tutte le malattie neurologiche e vascolari, in particolare quelle menzionate.
La sign.ra Covino, ha quindi parlato di
quali siano oggi le possibilità di diagnosi e cura per i pazienti in questione e quelli che sono i progressi degli studi in merito;
Quali siano quindi i miglioramenti che i pazienti hanno riscontrato nella CCSVI e le possibilità di cura per questa patologia;
La sua esperienza personale nell’effettuare l’operazione in questione ed i benefici riscontrati;
Il disinteresse ad una sua volontà precisa a parteggiare per una Società scientifica piuttosto che un’altra;
Del fatto che quando si parla di prospettive scientifiche verso la CCSVI sembra inevitabile che il discorso si orienti verso l’ostilità della Neurologia e dell’AISM ed il perché e come ciò avvenga;
L’orientamento dei pazienti o meglio il rapporto che gli stessi hanno al confronto di tali pareri discordanti, al di là delle diatribe tra le Società scientifiche, l’AISM e le Associazioni che seguono la CCSVI;
Il messaggio che l’Associazione che rappresenta cerca di dare ai pazienti che non si sono ancora operati e a quelli che invece lo hanno già fatto;
Ha parlato del fatto che fa uso di cannabis a scopo terapeutico e dell’informazione e la possibilità di cura che questa terapia alternativa ha in Italia.
In fine ha fatto due appelli:
Il primo ai pazienti che hanno la fortuna di essere in cura nei centri SM, che hanno aderito al Brave Dreams, ricordando a tutti di affidarsi serenamente e di affrontare la questione con la responsabilità di chi sta contribuendo all’evoluzione della scienza, per se stessi e per chi verrà dopo;
Il secondo al Ministro della Salute, perché non blocchi il Brave Dreams (la Sperimentazione gestita dal Prof. Zamboni e promossa dall’Università di Ferrara) perché i pazienti ne hanno bisogno e perché la ricerca è un diritto!
Tutti i video dell’intervista saranno presto inseriti nel sito della CCSVI-Campania Onlus, nel frattempo sono a vostra disposizione nel canale di Celeste Covino, su you tube:
http://youtu.be/zm3YQFy3uxw Parte Prima
http://youtu.be/f7_IAkqBkM8 Parte Seconda
http://youtu.be/KkVhB9BjTeo Terza Parte