Magia e Misteri

Natuzza Evolo: una donna di Calabria che parlava con l’Aldilà

Giovedì 1 novembre è stato celebrato il terzo anniversario della morte di Natuzza Evolo. Natuzza, diminutivo di Fortunata, nasce il 23 agosto 1924 a Paravati, una frazione del comune di Mileto, in Calabria. Fin da bambina si prodiga ad aiutare la madre, accudendo gli altri fratelli non potendo così avere una istruzione normale.

Durante il corso della sua vita, le vennero attribuiti una serie di presunti episodi: apparizioni e colloqui con Gesù Cristo e la Madonna. Le comparvero anche le stimmate accompagnate da stati di sofferenza durante il periodo pasquale.


Come molti mistici, Natuzza non vanta guarigioni miracolose ed infatti si è sempre ritenuta solo come intermediaria tra gli uomini e Dio che le parla tramite il suo Angelo Custode.

Ogni anno moltissimi pellegrini da tutto il mondo si recavano al suo paese per sapere da lei se le diagnosi mediche fossero corrette e per chiedere consiglio su dove eventualmente andare a curarsi.

Aspetto importante della  vita mistica di Natuzza  è il suo rapporto con il mondo dei morti. Lei raccoglieva messaggi da quelle che lei stessa definiva  anime del Purgatorio e del Paradiso e che andavano spontaneamente a trovarla. I messaggi raccolti da Natuzza venivano  poi trasmettesi  ai parenti.

Nel 1987 si costituisce, su sua ispirazione, un’associazione  che aveva come obiettivo la creazione, a Paravati, di un complesso che inglobasse un santuario mariano, strutture per l’assistenza medica e centri per giovani, anziani, disabili: la Villa della Gioia.

Natuzza muore alle 5 di mattina del 1 novembre 2009, nel centro per anziani, che lei stessa aveva fondato, a causa di un blocco renale. Ai suoi funerali parteciparono moltissime persone e autorità statali.   E’ in corso, tuttora, il suo processo di beatificazione.


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