
L’ allestimento, che risente della tradizione anglosassone, è del Conservatorio di Musica “G. Puccini” della Spezia. Il cast stellare ed internazionale era così composto: Amahl (Ana Dias Seixas), La madre di Amahl (Natalia Kornach), Gaspare (Norbert Nagy), Melchiorre (Yu Xiao Wei), Baldassarre (Massimiliano Galli), Il Paggio (Marco Paoli), Un paggio muto (Chao Yan Chao). Regia, scene e costumi di Luca Ferraris, Luci Matteo Mattioli. Sul podio è salito il maestro Giovanni Di Stefano che ha diretto Orchestra e coro del Conservatorio di Musica della Spezia. Maestro del coro Daniela Contessi, mentre i danzatori provenivano dalla famosa scuola “Studio 82” di Penny Crump. Il testo della favola in musica nasce in realtà come opera per la televisione americana: andò infatti in “onda” per la prima volta, nella versione inglese, alla NBC di New York. Era stata proprio la NBC, oltretutto, a proporre al compositore di scrivere qualcosa per lo schermo, ottenendo sulle prime un blando rifiuto. Ma il caso volle che Menotti, osservando al Metropolitan Museum la tela di Bosch “ L’ adorazione dei magi” rimanesse colpito e decidesse di realizzare il progetto. “ L’ opera- dice il giornalista e critico Adalberto Guzzinati- è immersa nell’atmosfera del Presepe, che ripropone in tinte delicate ed accattivanti il mistero della Notte di Natale, dei Re Magi e della Stella Cometa ed è ricca di semplici melodie orecchiabili e particolarmente adatte ad un pubblico di bambini”. Dopo il grande successo riscosso la notte della Vigilia del 1951, la fiaba fu teletrasmessa, sempre il 24
dicembre, nei tredici anni consecutivi e la fortuna le arrise anche quando venne “trasferita” sul palcoscenico. A Savona è stata proposta l’edizione meno famosa, quella in lingua italiana.
CLAUDIO ALMANZI