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Caso Davide Cervia: aperto il processo sulla misteriosa scomparsa del sottufficiale della Marina

Caso Davide Cervia: aperto il processo sulla misteriosa scomparsa del sottufficiale della Marina Roma, si è tenuta oggi la prima udienza di un particolare processo. Si, oggi si torna a parlare di uno dei misteri più particolari della Marina Militare Italiana: la scomparsa di Davide Cervia.

Era il 12 settembre 1990 quando Davide Cervia, sottufficiale della Marina Militare Italiana sparisce misteriosamente del nulla e, da allora nessuno ha più avuto notizie di lui.

Cervia non è uno qualsiasi: è uno dei pochi esperti di tecnologia informatica della Marina Militare Italiana.

Oggi al Tribunale di Roma si è tenuta la prima udienza per la causa che vede protagonisti i familiari di Cervia, che chiedono al ministero della Difesa e a quello di Giustizia un risarcimento danni per “violazione diritto di verità” e accusano i dicasteri di aver negato loro, in questi anni, la possibilità di conoscere le sorti del congiunto. Ma l’udienza è durata solo pochi minuti ed è stata subito rinviata al 30 aprile del 2013.
Davide Cervia lavorava come perito elettronico per la società Enertecnel Sud di Ariccia e abitava insieme alla moglie e ai due figli a Velletri, in provincia di Roma.
I familiari di Cervia hanno sempre ritenuto che la scomparsa sia però da ricondurre al periodo trascorso alle dipendenze della Marina Militare dove nel 1980 conseguì la specializzazione in guerra elettronica. Una delle ipotesi è che Cervia sia stato rapito da una potenza straniera come
esperto di guerra elettronica visto che la scomparsa è avvenuta alla vigilia della prima guerra del Golfo.


“Stiamo aspettando la risposta del Tribunale Civile di Roma – ha spiegato l’avvocato della famiglia Cervia – Nelle memorie dei ministeri c’è perfino un attacco incomprensibile alla moglie di Davide per un presunto litigio con la suocera e si dice anche che la famiglia non ha facilitato l’accertamento della verità perchè ha svolto indagini parallele”.
Ma la famiglia chiede solo di conoscere la verità, una verità che, però, sta tardando davvero troppo ad arrivare, tanto che si comincia a temere che possa anche non arrivare mai.

 “Aspettiamo di sapere quale sara’ la risposta del Tribunale Civile di Roma – ha detto l’avvocato Lucia D’Amico, che assiste i familiari di Davide Cervia nella causa davanti al Tribunale Civile di Roma – in questi anni, la moglie e i figli e tutti i componenti del comitato hanno cercato di avere solo una risposta. Nelle memorie dei ministeri c’e’ anche un attacco incomprensibile alla moglie di Davide per un presunto litigio con la suocera e si dice anche che la famiglia non ha facilitato l’accertamento della verita’ perche’ ha svolto indagini parallele”.

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