Italia

Anticipazione dei test universitari? Il parere del Collettivo Studentesco Antonio Gramsci di Oristano

Istruzione: mancano i fondi, si intensificano le proteste. Un intervento dell'U.Di.ConNelle scorse settimane il Consiglio Universitario Nazionale ha reso noto dati allarmanti circa lo stato dell’università italiana: in meno di un decennio le immatricolazioni all’università sono calate del 17% con 58.000 iscritti in meno, passando dai 338.482 del 2003-04 ai 280.144 del 2011-12.
Dai dati emerge, inoltre, che la fuga dalle università riguarda principalmente i meno abbienti (che ancora oggi frequentano per lo più i tecnici-professionali); lo studio del CUN individue tra le cause ‘la contrazione delle risorse per il diritto allo studio’, basti pensare che nel 2009 i fondi per le borse di studio coprivano l’84% degli aventi diritto mentre oggi meno del 75%, e la percentuale è destinata ad abbassarsi in seguito agli ulteriori tagli del governo Monti.
La prima risposta del ministro Profumo a questa catastrofica situazione è stata un’ assurda anticipazione dei test per le facoltà a numero chiuso al 23 e 24 Luglio, una settimana dopo che tantissimi studenti hanno terminato le prove orali dell’esame di stato.Questa scelta è assurda e intollerabile e avrà poche e semplici conseguenze: molti studenti non vi potranno partecipare o comunque non avranno il tempo per preparsi adeguatamente; tra quelli che non passeranno se provengono da famiglie benestanti possono ripiegare nelle università private ovvero le università dei nostri tecnocrati, mentre i figli delle classi sociali meno abbienti dovranno fare scelte forzate o farsene una ragione e andare ad allargare le maglie dei giovani precari e dei disoccupati.


Alla radice vi è l’abominio del numero chiuso, pregno di anticostituzionalità e puro ostacolo al diritto all’istruzione e all’accesso ai saperi che trasforma l’ingresso all’università in una competizione che vorremo riguardasse altri settori con finalità diverse.
E’ chiaro che tutto ciò risponde alla stessa logica classista che è stata alla base delle politiche scolastiche dei governi di centrosinistra e centrodestra (non a caso in questo anno hanno convissuto in perfetta simbiosi nel governo Monti) che vedono la scuola e l’università come un peso per le casse dello stato e non una risorsa, uno dei tanti prodotti da mercificare e inserire nel mondo del libero mercato, un luogo in cui istituzionalizzare la differenziazione per ceti sociali e non per promuovere la mobilità sociale.
Il CSAG non subirà con indifferenza questi ulteriori attacchi.
Collettivo Studentesco Antonio Gramsci

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