
“ La mostra – dice la presidente del sodalizio garlendese Carmen Spigno- si propone come scambio culturale fra artisti italiani e rumeni nell’ottica della conoscenza e valorizzazione delle reciproche culture, al fine di stringere legami fra i popoli e superare ogni confine, sia esso fisico, psicologico o sociale.
Tra noi e la Romania esistono forti ed antichi legami, risalenti al periodo romano, quando la Romania era l’antica Dacia.
Nel Seicento, dopo la dominazione turca, i daci cominciarono a chiamare la loro terra “Romania”, non più Dacia, ossia Terra dei Romani”. A contribuire alla realizzazione del progetto sono stati anche il critico d’arte Pascal McLee e l’ artista Constantin Stan Neacsu che è fra l’altro socio dell’ asssociazione d’arte garlendese. La mostra resterà aperta fino al 19 giugno.
CLAUDIO ALMANZI