Selinunte tra storia e natura
Selinunte ha il Parco Archeologico più grande d’Europa e racconta la storia di una delle più fiorenti colonie greche.
Fondata nel 650 a.C. tra le due valli del Belice e del Modione, la città ebbe una vita relativamente breve, circa 240 anni, durante i quali arrivò a contare circa 100.000 abitanti e raggiunse presto uno stato di massimo splendore. La sua storia è sempre stata condizionata dalla sua posizione di confine con un’area occupata dai cartaginesi, con i quali in un primo momento era in buoni rapporti; dopo una serie di guerre d’espansione, questi la sottomisero, la saccheggiarono e infine abbandonarono la città.
Lo stato in cui oggi si presenta è dovuto quindi a questa decadenza, ma anche a calamità naturali, incuria e spoliazione da parte dell’uomo. E’ comunque possibile ammirare ciò che resta della città e dei suoi templi e potere immaginare il suo passato epico e glorioso.
Il parco, che si estende per 40 ettari, è suddiviso in diverse aree. L’Acropoli, a strapiombo sul mare, dove si trovano il maggior numero di templi, molti dei quali non sono più in piedi. Dei templi A ed O restano poche rovine, bella da ammirare è la dea fenicia Tanit raffigurata sul pavimento del tempio A.
Alla loro destra troviamo il tempio B, di epoca ellenica, molto piccolo e ormai in cattive condizioni. Il tempio C è il più antico dell’Acropoli, è dedicato al Dio Apollo e le sue colonne sono state rialzate negli anni ’20. Segue il tempo D, dedicato ad Atena, che come il tempio C mostra il tentativo di innalzare un perfetto tempio dorico. Ad est del tempio D si trova il basamento di un tempietto arcaico. A nord si sviluppano i resti di un centro abitato diviso in due quartieri recintati da grandi fortificazioni a difesa dell’Acropoli, articolate in una lunga galleria, un tempo coperta. A nord dell’Acropoli si trova la Collina della Manuzza dove un tempo sorgeva il primo centro abitato nato a Selinunte.
Ad est troviamo la Collina Orientale dove sorgono i templi E, F e il tempio G. Il primo, chiamato anche Tempio di Hera, è il più recente dei tre e oggi possiamo ammirarlo grazie ad un’anastilosi eseguita tra il 1956 e il 1959. Il tempio F è il più antico e il più piccolo dei tre, ed è quello che ha subito più spoliazioni. Infine il Tempo G è il più grande di Selinunte, e una delle maggiori costruzioni greche. Tra le sue rovine affiora “Lu Fusu di la Vecchia“, l’ultima colonna in piedi. Sulla collina occidentale Gaggera (vi si giunge percorrendo un sentiero che parte dall’acropoli ed attraversa il fiume Modione) l’attrazione da ammirare è il Santuario di Demetra Malophoros, la dea della fertilità. È una costruzione molto complessa che nel tempo è stata più volte danneggiata, i cui reperti si trovano a Palermo.
Attorno a Selinunte, sono dislocate le necropoli; tra i reperti più importanti ritrovati in esse di grande rilevanza è l’Efebo di Selinunte, una statuetta in bronzo raffigurante un ragazzo, conservato al museo di Castelvetrano.
Ciò che rende la visita di questo parco archeologico davvero affascinante è anche il paesaggio. Infatti esso si trova immerso nella Riserva Naturale del Belice che ospita molte specie protette e flora e fauna tipica della macchia mediterranea. La vegetazione caratteristica della riserva presenta cespugli e fiori particolari e profumati come lo zigolo, il giglio marino e le tipiche acacie, mentre la fauna più interessante è rappresentata dai coleotteri scarabeidi, una specie protetta.
Questo itinerario naturalistico di rara bellezza rende Selinunte una meta molto ambite per trascorre in Sicilia vacanze al mare, con un fantastico litorale alle spalle e lo sguardo rivolto verso i Templi di Selinunte: è questa l’immagine perfetta che racchiude le meraviglie di questa parte della Sicilia Occidentale ricca di storia e natura.

