Speciale Festa del Trono in Marocco 30 luglio: Marocco sulla via della modernità e le riforme
Il 30 luglio il popolo marocchino festeggia il quattordicesimo anniversario dell’ascesa del Re Mohammed VI al Trono Alauita, in un contesto di globalizzazione accelerata, l’economia del Marocco ha registrato una evoluzione considerabile grazie alla stabilità politica garantita dal consenso attorno alla monarchia. 14 anni di impegno del Re consacrato con tutta energia per mettere a disposizione al suo popolo tutti i mezzi necessari per un futuro migliore e prospero. Dalla sua ascesa al Trono nel 1999, il Re del Marocco, Mohammed VI, si è pubblicamente identificato nella causa delle riforme e la modernità ribadendo i principi di democrazia e di pluralismo, segnalando che le riforme sarebbero state il suo più importante lascito, con lo scopo di rafforzare l’applicazione della legge e le pratiche democratiche in Marocco.
In questa prospettiva, il Marocco ha avviato un processo di riforme, in particolare nei settori della politica, dell’economia, della vita sociale e della cultura.
Sul piano istituzionale, il Marocco possiede una nuova Costituzione dal 2011, l’attuazione e l’applicazione della nuova Costituzione approvata dal popolo marocchino si considera un altro pilastro fondamentale delle riforme e della democrazia marocchina avanguardista nel mondo arabo. Questo paese ha creato numerose istituzioni e strumenti di difesa dei diritti umani, tra i quali: il Consiglio Consultivo per i Diritti Umani (CCDH), creato nel 1994 e riorganizzato nel 2001 e, nel 2011, sotto il nome di Consiglio nazionale per i Diritti Umani (CNDH), l’Istanza per l’Equità e la Riconciliazione (IER), creata nel 2004 per chiudere il capitolo delle violazioni dei diritti umani commesse negli anni del Regno, con l’applicazione successiva delle sue raccomandazioni …
Inoltre, le riforme economiche hanno attuato un processo di liberalizzazione, privatizzazione e di sviluppo delle industrie e dei servizi nei quali il Marocco possiede un certo vantaggio. Grazie a riforme sono stati conseguiti considerevoli risultati nel campo dello sviluppo delle infrastrutture, in particolare la rete autostradale e le agevolazioni portuali, pianificate secondo la posizione geografica del Paese.
Queste riforme economiche e questi importanti progetti di sviluppo, insieme ad un accordo di libero scambio con gli USA e lo Statuto Avanzato con l’U.E., hanno contribuito all’aumento degli investimenti diretti e ad attribuire al Marocco un ruolo preminente sul piano economico nell’area del Mediterraneo, che vanta oggi la presenza del porto più importante del Paese (Tangeri Med) ed i nuovi stabilimenti della Renault.
Il Marocco ha dato una maggiore attenzione all’energia rinnovabile con inaugurazione della prima centrale del complesso solare integrato di Ouarzazate Noor, in cui l’avvio dei lavori è stato presieduto dal Re Mohammed VI venerdì 10 maggio scorso, è la più grande del genere nel mondo.
Leader nelle energie rinnovabili, così il Marocco ha saputo investire nei settori dell’avvenire, concretizzando le alte orientazioni del Re Mohammed VI per rafforzare la fonte di energia solare attraverso progetti integrati che aprono prospettive promettenti per la distribuzione più equilibrata ed equa dello sviluppo territoriale, economico e sociale. Il progetto, inoltre, dovrebbe permettere di ridurre sensibilmente la fattura energetica marocchina e, a termine, di essere un paese leader in questo campo e anche esportatore di energia pulita per i paesi europei.
Sul piano sociale, il Marocco ha avviato alcuni progetti, tra i più importanti sono stati intrapresi dall’INDH “Iniziativa Nazionale per lo Sviluppo Umano”. L’obiettivo dell’INDH mira a ridurre la povertà, attraverso la creazione di posti di lavoro e di attività atte a generare reddito per la gente bisognosa, in particolare le donne ed i giovani. Questo programma rappresenta il vasto quadro nazionale nel quale il Marocco ambisce a raggiungere gli Obiettivi del Millennio per lo Sviluppo. E’ stato pensato come un programmo di Sviluppo della Comunità Accompagnato (CDD) e poggia su un approccio partecipativo secondo il quale i cittadini dei comuni “svantaggiati” esprimono le loro priorità ed esigenze in termini di infrastrutture di base, servizi sociali, attività generatrici di reddito e di capacità.
Il programma dell’INDH è realizzato attraverso la partnership tra le istituzioni del Governo centrale, i rappresentanti delle collettività locali, le ONG e le associazioni per la lotta alla povertà e all’emarginazione.
I Tour strategici del Re Mohammed VI nei paesi del Golfo e in Africanel 2013 si considerano un altro atto della diplomazia Reale per rafforzare le relazioni storiche tra Marocco e il suo spazio africano, in cui il Regno si impegnava in maniera rimarcabile durante la lotta per l’indipendenza e continua oggi con la sua implicazione per promuovere la pace, la stabilità e lo sviluppo del continente. I Tour Reali concretizzano effettivamente la cooperazione e il partenariato Sud-Sud.
Sull’unità e il l’integrità territoriali del Marocco, il Re Mohammed VI si è mobilitato sul livello internazionale, proponendo una iniziativa di vasta autonomia locale per il Sahara, in modo di risolvere il conflitto artificiale sul Sahara al più presto possibile.
L’approvazione all’unanimità della risoluzione 2099 sul Sahara Marocchino il 25 aprile 2013 dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU conferma un’altra volta la preminenza dell’Iniziativa d’Autonomia presentata dal Marocco nell’aprile 2007, che fissa i parametri di una soluzione politica definitiva basata sul realismo e lo spirito del compresso.
Questa risoluzione ha coronato un processo marcato da diverse iniziative e contatti intrapresi dal Re con diversi Capi di Stato, da messaggi trasmessi da Emissari Reali a diverse Capitali e da una campagna di spiegazione della posizione marocchina su differenti aspetti legati alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 2012 e sulle aspettative marocchine relative a quella dell’aprile 2013. Questo processo è stato accompagnato da una forte mobilitazione di tutti gli attori politici e delle forze vive della Nazione, rispecchiando il consenso nazionale unanime attorno alla Questione Nazionale.
Infine, il Consiglio di Sicurezza ha reiterato la sua richiesta di procedere al censimento delle popolazioni dei campi di Tindouf in Algeria, incoraggiando per la prima volta gli sforzi in questa direzione. Questi sforzi si indirizzano all’Alto Commissariato delle Nazione Unite per i Rifugiati e allo Stato ospitante, Algeria, conformemente alla Convenzione del 1951, relativa allo statuto dei rifugiati. L’attuazione di questo obbligo, fondata sulle considerazioni umanitarie, diventano più che mai necessarie nel contesto minacciante dell’insicurezza e dell’instabilità che prevale nello spazio maghrebo-saheliana.
29 luglio 2013
Contributo dal signor Yassine Belkassem Coordinatore della Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI), all’occasione del quattordicesimo anniversario della festa nazionale marocchina: Festa del trono, il 30 luglio 2013.


