
Veramente pensate che questa finta sperimentazione fatta per affossare definitivamente il metodo Stamina sia una perdita per qualcuno?
L’unico merito che riconosco al comitato “scientifico” è di produrre un risparmio per lo stato di 3.000.000 di euro.
Eppure lo avevo detto fin dall’inizio che questa era una presa in giro per i malati, ma sembrava che se Stamina non avesse consegnato il protocollo standardizzato (e abbiamo standardizzato tutto quello che era possibile) avrebbe tradito i pazienti.
Poi abbiamo scoperto che la sperimentazione copriva solo la fase 1 e 2 e che il suggerimento era quello di vendere la metodica a una casa farmaceutica che completasse la fase 3 (la più costosa) e che in seguito rivendesse a voi il farmaco “stamina”.
Oggi ho incontrato degli scienziati che hanno voglia di capire e di studiare e che provano curiosità e non invidia e astio. Scienziati che sono convinti che le staminali siano trapianti e non farmaci. Inoltre il piccolo Sebastian sta iniziando a respirare senza ausili esterni. Questo mi basta e avanza.
Caro ministro provo una gran pena per questa gravosa responsabilità che le è caduta sulla testa, se posso permettermi un consiglio chieda la nomina a senatori a vita di tutti questi suoi “esperti”, se lo meritano veramente e lasci perdere questa inutile sperimentazione che così come l’ha voluta, senza trasparenza e senza obiettività risulta solo uno spreco di denaro pubblico. D’altronde le nomine dei senatori a vita nel nostro paese hanno una lunga tradizione a partire proprio da un imperatore che, debbo dire, ebbe un consenso popolare superiore al suo: un tal Caligola.
Ora cari amici posso dirvi che le terapie compassionevoli a Brescia continueranno per tutti i pazienti che hanno vinto il ricorso. Almeno Stamina continuerà in questa sua missione. Non vale più la pena di combattere (come ho detto a Roma alla manifestazione del 10 settembre) per fare approvare leggi o emendamenti. Oggi la lotta è perchè finisca il boicottaggio delle cure compassionevoli presso gli Spedali civili di Brescia. Perchè chiunque ha acquisito il diritto a queste cure non venga preso in giro da quelle Istituzioni che sono obbligate, per legge, a garantirgliele.
Altri vinceranno i ricorsi e noi saremo sempre lì, pronti a produrre le cellule che servono loro per la terapia.
Ci sarà, credo e spero presto, un nuovo momento elettorale ed è in quell’occasione che avremo il miglior modo per dire che cosa pensiamo di questi politici. Se qualche politico, anche tardivamente, ha qualcosa da dire in rapporto a questa ingiustizia che stanno subendo i pazienti agli Spedali Civili di Brescia lo faccia ora o, come si suol dire nei migliori cerimoniali, taccia per sempre.
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