Vibo Valentia: arrestati Maurizio Lento, Emanuele Rodonò e l’avv. Antonio Carmelo Galati
Vibo Valenzia, proseguono le infiltrazioni d’ndrangheta. Arrestati l’ex capo della squadra mobile di Vibo Valentia Maurizio Lento, l’ex vice dello stesso ufficio Emanuele Rodonò e l’avv. Antonio Carmelo Galati, difensore dei Mancuso di Limbadi. I funzionari sono accusati di concorso esterno e il legale di associazione mafiosa (Ansa).
Secondo quanto si apprende pare che i funzionari fermati non avrebbero mai indagato ed avrebbero persino chiuso un occhio nei confronti del crimine organizzato, quel che richiedeva la DDA, per l’ex capo della mobile ed il suo vice erano esclusivamente presunte fissazioni “fissazioni” contro la “fantandrangheta”.
Grazie a questo però il noto clan del crimine organizzato, Mancuso, avrebbe agito pacificamente anche perchè i funzionari raccontavano, pare, minuziosamente, particolari di inchiesta o altro.
In pratica l’avvocato Antonio Galati avevano rapporti diretti con i boss del casato dei Mancuso, e sarebbe stato l’avvocato la persona capace di procurarsi informazioni su indagini in corso, garantendo di fatto l’incolumità del boss Pantaleone Mancuso, detto Luni. E sarebbe stato sempre il legale della “famiglia” a “spingere” le indagini nei confronti del gruppo mafioso dei “piscopisani”, clan emergente e acerrimi nemici dei suoi assistiti.
Accuse pesanti contro l’ex capo della Mobile e del suo Vice: “omesso lo svolgimento di qualsiasi attività investigativa su tale sodalizio criminale, in palese violazione dei propri doveri di ufficio”.
Il tutto è stato possibile grazie ad accuratissime inchieste ed intercettazioni . Non solo, l’avvocato Galati era diventato amico di alcuni magistrati tra cui Giancarlo Bianchi, Gianpaolo Boninsegna, Cristina De Luca e Manuela Gallo, amicizie in buona fede che però cercava di sfruttare per carpire notizie.