
Non è tanto un problema di colpe dei singoli quanto piuttosto mancanza di programmazione: «Sarebbe sbagliato pensare che alle prossime Olimpiadi mancano ancora poco meno di quattro anni, il futuro di costruisce oggi, in tutte le discipline e girando per le gare mi rendo sempre più conto della fatica che fanno i nostri atleti più giovani a fare il salo dalle gare dei Comitati a quelle di Coppa Europa e Coppa del Mondo. Non deve più succedere che si perdano talenti per strada, che non si dia loro la possibilità di crescere».
L’olimpionica non scenderà in campo direttamente, sfidando com’era vent’anni fa Manuela Di Centa, altra candidata alla presidenza federale, ma il suo è comunque un pare che conta e che potrebbe pesare molto: «Non è un problema di individuare i colpevoli, semplicemente bisogna voltare pagina. E Marocco mi pare l’uomo giusto».