
Le tre catene hanno affermato che nei prossimi giorni alcuni dei loro prodotti potrebbero scarseggiare. L’avviso della McDonald e della Yum Brands, proprietaria sia della Kfc che di Pizza Hut, è comparso su Weibo, il twitter cinese, dopo la denuncia di un’emittente televisiva di Shanghai, che ha inviato un giornalista ad indagare sulla Shanghai Husi Food Company. Nel servizio dell’emittente, la Dragon Tv, si vedono dipendenti della Husi usare nella produzione confezioni di carne scadute a maggio. Inoltre, l’emittente ha mostrato un’email attribuita a un dirigente della compagnia, che chiede ai dipendenti di allungare di dieci giorni le date di scadenza di alcuni prodotti. Secondo l’agenzia Nuova Cina, ispettori della Shanghai Food and Drug Administration hanno controllato domenica scorsa gli impianti della Husi e ne hanno decretato la chiusura. Il procuratore di Oldenburg nella Bassa Sassonia sta, infatti, indagando su un impianto di trasformazione di carni a Bad Bentheim. Alla luce di tale inchiesta e degli scandali in mezza Europa che si susseguono in materia di frodi alimentari che vedono la carne destinata al consumo umano e suoi derivati quale principale protagonista, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” rileva che ancora una volta il sistema di tracciabilità delle carni ha offerto i suoi buchi neri che alla fine potrebbero pesare ancora una volta sulla salute e i diritti dei consumatori. Se quindi facciamo appello alle istituzioni europee di adottare migliori strumenti normativi e a livello di controlli che garantiscano la tracciabilità, invitiamo comunque anche le autorità sanitarie italiane ad amplificare le verifiche su tutti i prodotti a base di carne che provengono da oltre confine.
Lecce, 21 luglio 2014
Giovanni D’AGATA