
1) Dottore, nella sue esperienza diagnostica della CCSVI, in quale percentuale di malati di sclerosi multipla lei finora ha trovato la CCSVI?
“Nei pazienti da me sottoposti a flebografia diagnostica a livello delle vene giugulari interne e della vena Azygos nel 100% di essi ho riscontrato un alterato deflusso a livello di almeno una vena giugulare interna; le cause di questa alterazioni sono diverse. Più frequentemente si tratta di un cattivo funzionamento della valvola situata tra vena giugulare interna e tronco venoso anonimo.”
2) A suo avviso si tratta di un esame molto complesso? Richiede un’esperienza specifica?
“L’esame flebografico delle vene giugulari interne e della vena Azygos in mani esperte è un esame semplice e a bassa percentuale di complicanze; la PTA delle vene giugulari interne e della vena Azygos richiede un pò più di esperienza ma se l’operatore non è molto aggressivo anch’essa è a basso rischio.”
3) Per quanto riguarda coloro che si sono poi si sono autonomamente sottoposti all’intervento di angioplastica (PTA) nei controlli post-intervento quale percentuale di successo ha osservato?
“Nei pazienti da me trattati di PTA delle vene giugulari interne e della vena Azygos il successo tecnico è stato del 100%.”
4) Relativamente ai sintomi della sclerosi multipla che cosa ci può dire? Ci sono stati dei miglioramenti dopo l’intervento?
“Nel 76% dei pazienti da me trattati c’è stato un miglioramento riguardo alla sintomatologia riferita; soprattutto risultano migliorati i sintomi quali: facile stancabilità, formicolii alle estremità, controllo degli sfinteri e più energia in senso generale.”
5) Il team del prof. Zamboni in una pubblicazione dell’anno scorso (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23761870 ) ha ipotizzato tra le possibili cause di ostruzione venosa una compressione del muscolo omoioideo. A Catania alcuni suoi colleghi hanno iniziato a fare interventi chirurgici su questo muscolo. Cosa ne pensa in merito?
“La compressione delle vene del collo da parte del muscolo omoioideo è descritta in letteratura ma l’incidenza è bassa; mi è sembrato un pò alta quella riscontrata dai colleghi siciliani ma se ben documentata non metto lingua.”
6) Pensa in qualche modo di poter pubblicare i suoi dati, magari su qualche rivista italiana o straniera?
“No, fin quando non troverò un collaboratore che mi aiuti. La mia attività non mi lascia scampo.”
7) Molti neurologi continuano a negare la stessa esistenza della CCSVI scoperta dal prof. Zamboni e considerano inutile se non pericoloso l’intervento di angioplastica, per cercare di disostruire le vene. Cosa vorrebbe dire a questi colleghi così scettici?
“Di assistere a qualche intervento di PTA delle vene giugulari e poi di sedersi intorno ad un tavolo e parlarne con onestà intellettuale e dati scientifici alla mano con coloro che la pensano diversamente”