
E’ stata una bella iniziativa con la quale la nota galleria Ferrarin ha voluto fare un giusto omaggio a Pantaleoni, nell’anno della commemorazione dei 110 anni dalla nascita avvenuta proprio a Legnago”. L’artista visse a Ferrara, poi a Bologna ed a Milano, la città nella quale, insieme a Parigi, visse più a lungo e dove ebbe le più importanti soddisfazioni artistiche, professionali ed affettive. Un artista di grande talento che ha vissuto gli anni d’oro dell’arte milanese e parigina, nell’ambito del MAC ( Movimento Arte Concreta). La bella mostra alla Ferrarin, a cura di Marco Meneguzzo, era focalizzata proprio sulle opere del periodo M.A.C. (1948 – 1958) e su quelle degli anni Cinquanta e Settanta, in particolare sulle sculture bidimensionali realizzate in alluminio o legno, che richiamavano l’arte programmata e costruttivista. “ Si tratta- dicono gli organizzatori- di opere inedite per il mercato attuale, in particolare le opere in anticorodal, che anticipano di almeno dieci anni quei movimenti artistici che si sono venuti a formare sul finire degli anni ’50 ed inizio anni ’60. Ideo Pantaleoni è stato un artista che ha attraversato tutto il novecento artistico, passando dal periodo figurativo all’astrattismo al costruttivismo. La sua pratica si è sempre contraddistinta per la costante e parsimoniosa ricerca, per la sua maestria compositiva e cromatica, arte rigorosa e raffinata”. Per l’occasione è stato editato dalla galleria FerrarinArte un catalogo che raccoglie, oltre alle opere esposte, i testi critici di Marco Meneguzzo e Luigi Cavadini e le interviste di Susanne Capolongo a Paolo Berra e Marco Parini. “ Grande amico di Dorfles e Munari – dice il critico garlendese Pascal McLee- è stato un potente artista, anticipatore di correnti e movimenti, le cui opere sono esposte nei più grandi musei dei cinque continenti. Malgrado questo a lungo è stato sottovalutato e bene ha fatto dunque la Galleria Ferrarin a dedicargli questa bella mostra, a cura di Marco Meneguzzo, che si è interessata alle sue opere realizzate in particolare negli anni 50 e 70”.
CLAUDIO ALMANZI