Secondo alcuni ricercatori americani, studi post-mortem nella sclerosi multipla (SM) indicano che in alcune lesioni della materia bianca (WM-Ls), il ferro è rilevabile con imaging di risonanza magnetica (MRI) a 7.0 Tesla (7T) pesate in T2 (T2*-W), ed il suo reciproco tasso di rilassamento R2*. Questo ferro appare come un bordo iperintenso nelle immagini R2* che circondano un nucleo ipointenso. Viene descritta come questa osservazione si collega in vivo alle caratteristiche cliniche/radiologiche dei pazienti.
Sono stati indagati 16 pazienti con sclerosi multipla con scanner 3T e 7/T. Le lesioni WM-Ls sono state identificate con risonanza magnetica T1-w/T2-w 3T. Successivamente, le lesioni WM-Ls con un bordo di elevato R2 * a 7T sono state contate e confrontate con il loro aspetto alla risonanza magnetica convenzionale.
Sono state contate 36 lesioni WM-Ls che presentano un bordo di elevata R2* su 10 pazienti. Ventitré lesioni (64%) coincidevano con lesioni focali WM-Ls alla risonanza magnetica T2 w ; 13 (36%) coincidevano con sole porzioni di lesioni più grandi sulle immagini T2 w; e 20 (56%) corrispondevano ad un buco nero cronico ipointenso. Le lesioni WM-Ls che presentano un bordo di elevato R2* sono state osservate in entrambi i pazienti recidivanti-remittenti con bassa disabilità e in quelli con SM secondariamente progressiva di lunga durata.
Al termine dello studio, secondo gli autori, le lesioni WM-Ls con un contorno di alto R2* sono presenti in diverse fasi della SM, che rappresentano potenzialmente differenze nell’apporto di ferro nell’evoluzione della malattia SM.
Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25657078