
Allieva al Liceo Artistico ed all’ Accademia di Brera di Achille Funi e di Mauro Reggiani, proseguì gli studi di grafica con Oscar Signorini. Dopo la sua prima grande personale del 1963 a Milano, iniziò la ricerca tridimensionale nell’area della nuova realtà spaziale di Lucio Fontana esponendo i primi esempi a Londra nel 1964, a Milano, a Lecco e a Como. Giunge poi a veri e propri rilievi di tela intagliata e dipinta, sovrapponendo più strati su fondo metallico, speculare o anodizzato. A partire dagli anni Settanta espone anche in America, partecipa al movimento internazionale della Mail Art ed introduce la parola in caratteri a rilievo disposti sul piano della tela intesa come pagina. Nel 2001 è anche co-fondatrice con Pierre Restany e Grazia Chiesa della Fondazione D’Ars Oscar Signorini Onlus. “ Vanna Nicolotti- dice di lei Grazia Chiesa della DARS di Milano- realizza veri e propri rilievi di tela intagliata e dipinta, sovrapponendo più strati su fondo metallico, speculare o anodizzato. La sua è “geometria sensibile” teorizzata dal critico brasiliano Roberto Pontual”. Si tratta di Opere dinamiche che interagiscono con lo spettatore ommerso in uno spazio dinamico. “ Questa mostra dedicata alla Nicolotti- aggiunge l’editor e collezionista Armando D’Amaro- è una occasione ideale per conoscere le opere di Vanna, figura di rilievo dell’ arte milanese del Novecento”. Una artista originale alla perenne ricerca dell’essenza. “ Vanna Nicolotti – conclude Adalberto Guzzinati, giornalista e critico d’arte- porta avanti fin dagli esordi degli anni Sessanta una ricerca personale coerente, analitica, essenziale ed equilibrata. Si tratta di una pittura astratta, che cerca nelle forme geometriche più semplici e nella percezione visiva, l’essenza della bellezza, del ritmo e del movimento”. La mostra resterà aperta fino al 20 aprile.
CLAUDIO ALMANZI