Quasi tutte le più importanti linee guida, in fatto di salute e benessere, parlano di effettuare almeno 5 spuntini al giorno: i tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e i due piccoli break spezzafame (a metà mattina e metà pomeriggio). L’obiettivo finale è quello di non arrivare affamatissimi a tavola, pronti a divorare qualsiasi tipo di alimento. L’equipe della dottoressa Michelle Kulovitz Alencar, però, ha preso in considerazione i risultati di una serie di studi condotti tra il 1970 e il 2012. Già, perchè se i 5 pasti tengono a freno la fame, non è detto che, però, facciano effettivamente dimagrire. Dall’analisi finale di tutti gli studi pubblicati è emerso che il solo fattore della frequenza dei pasti non è sufficiente a tenere sotto controllo i chili o a perderli.
In sostanza, le persone soggette a sovrappeso, mangiando più frequentemente, riuscirebbero sicuramente a tenere a freno la fame e la glicemia, ma non basterebbe da solo a permetterne il dimagrimento. Per ottenere quest’ultimo obiettivo, infatti, è comunque indispensabile associare uno stretto controllo delle calorie assunte durante il giorno e a una sufficiente attività fisica. Insomma, dobbiamo dire addio ai 5 pasti al giorno?