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Anticipaz”Voce del Popolo”:La preghiera nei luoghi delle istituzioni

Riceviamo e pubblichiamo

Ci auguriamo che la scelta, da parte dell’amministrazione comunale di Torino, di concedere una sala per la preghiera ad alcuni fedeli musulmani che partecipano a un convegno pubblico sia il segno del superamento di quel blocco ideologico che separa laicità e vita di fede; un blocco che finora ha eretto steccati anacronistici che non riconoscono il valore anche civile dei simboli e delle esperienze religiose, di cui la preghiera è certamente una delle più importanti .

Siamo certi che questa scelta  verrà confermata  anche quando altre comunità religiose riconosciute in Italia – cattolica, ortodossa e protestante, ebraica, buddista  o induista…  – chiederanno legittimamente di  usufruire dello stesso trattamento, in occasione di qualche incontro sia in Comune come in altre sedi istituzionali o laiche.

Ufficio Comunicazioni sociali
Arcidiocesi di Torino

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