Italia

Immigrazione, il Tar del Veneto ha annullato la revoca dell’assistenza

nei confronti di 4 migranti che hanno protestato occupando una strada statale. Il Coisp: “Per i clandestini tutto è ammesso e giustificato, italiani discriminati”

“Non sappiamo se l’occupazione di una strada con conseguente blocco del traffico sia diventato legittimo senza che nessuno lo comunicasse alle Forze dell’Ordine, o magari è legittimo solo se lo fanno gli immigrati che protestano, come del resto si lascia che facciano tante altre cose che agli altri cittadini non sono consentite. Una cosa è certa, in Italia, di questi tempi, tutto appare legittimo e giustificabile se a farlo è un immigrato o chiunque altro che possa addurre motivi di ‘sofferenza’ o di ‘disagio’ che sembrano contare solo per chi non è italiano. Ma, a ben vedere, in Italia, se sei un cittadino onesto, devi stare attento a protestare o anche solo a manifestare il tuo pensiero perché se sei un Poliziotto ti puniscono e ti mettono alla gogna, se sei un funzionario pubblico ti sospendono, se sei un Prefetto ti rimuovono… Una cosa è certa, anche tutti quelli che si rifiutano di essere ‘razzisti’ o di comportarsi come tali vengono quasi indotti a farlo di fronte a questi atteggiamenti, perché a giusta ragione si sentono discriminati”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la decisione del Tribunale amministrativo regionale del Veneto che ha annullato il provvedimento di revoca delle misure di assistenza emesso dal Prefetto di Treviso nei confronti di quattro migranti ospiti di una struttura di Vittorio Veneto a causa di una protesta che hanno inscenato il 23 giugno scorso per lamentare le condizioni in cui erano sistemati. Gli stranieri, in particolare, avevano promosso l’occupazione della strada statale n. 51 “Alemagna”. Il Tar – come riferiscono i quotidiani locali – ha riconosciuto la natura non violenta, e dunque la legittimità, della manifestazione, riammettendo gli immigrati colpiti dalla misura al trattamento di assistenza ed annullando la revoca dell’ospitalità pronunciata nei loro confronti facendoli rimanere nel centro accoglienza Ceis di Vittorio Veneto.

“Violenta o meno – aggiunge Maccari – una protesta che violi le regole e le leggi che valgono per tutti – al di là della grave inopportunità di ‘sputare’ sopra all’assistenza che si riceve provenendo, come si dice, da situazioni di abbandono e disagio ben più gravi -, non dovrebbe essere ammessa punto e basta. Per gli altri cittadini non è così, gli altri possono soffrire le pene dell’inferno ma guai a chiedere ascolto o attenzione, guai a manifestare disaccordo, guai ad esprimere il proprio pensiero magari esasperato, magari al limite dell’esaurimento, ma sempre dovuto a difficoltà che nessuno si impegna a lenire. Se un Prefetto era arrivato a stabilire che un certo comportamento non meritasse più l’assistenza dovuta a chi spetta legittimamente, smentirlo vuol dire creare il solito corto circuito fra Istituzioni, il solito intrico fra valutazioni, non meno grave di chi rimette in libertà presunti mercanti di esseri umani che secondo un altro giudice, invece, meritano di stare in galera. E’ il caos più assoluto, una cosa sola emerge con chiarezza: severità, intransigenza e divieti al limite dell’autoritarismo valgono solo per le Forze dell’Ordine o per chi le rappresenta”.

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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